Influenza: centinaia di morti in più per la psicosi da Fluad

Il quadro italiano è preoccupante: ancora troppo scetticismo circa l’efficacia del vaccino influenzale e una diffusa convinzione della sua rischiosità, dato questo, aumentato esponenzialmente dopo il caso del vaccino “mortale” Flaud. Gli esperti dicono “occorre più informazione”

L’influenza in Italia quest’anno ha colpito in modo più “efferato” rispetto alle stime dei dati degli anni precedenti, e la causa di ciò secondo gli esperti potrebbe essere la psicosi generatasi con il caso del vaccino Fluad, il presento vaccino dannoso che, secondo quanto detto inizialmente, avrebbe provocato la morte dei soggetti che lo avevano assunto. Nonostante la presunta accusa del Flaud sia stata smentita degli stessi medici, purtroppo la “psicosi da vaccino” aveva ormai preso piede in Italia, tanto che proprio in concomitanza con quell’episodio, le vaccinazione hanno registrato una brusca diminuzione.  I  dati presentati  durante il convegno “La longevita’ nasce dalla prevenzione. Il contributo della vaccinazione per la salute dell’anziano”, promosso da Italia Longeva e svoltosi oggi a Roma, ne danno conferma.  ”Stiamo facendo come Istituto Superiore di Sanita’ uno studio per valutare gli effetti del calo delle vaccinazioni che c’e’ stato, valutabile intorno almeno al 25-30% – ha affermato Walter Ricciardi, commissario straordinario dell’istituto – ma i risultati preliminari ci dicono che un eccesso di mortalita’ c’e’ stato, oltre agli ottomila morti che sono la norma ogni anno ce ne sono stati alcune centinaia in piu”’.

vaccino 2La stagione si è chiusa infatti con quasi 6 milioni di casi in più rispetto alla media stimata per questo 2015 ma non è finita qui:  la psicosi da Flaud infatti potrebbe non essersi esaurita con questa stagione influenzale, ma anzi, potrebbe trascinarsi ancora per diversi anni, come ha sottolineato Carlo Signorelli, presidente della Societa’ Italiana di Igiene (Siti). Ed è qui che dovrebbero giocare un ruolo essenziale i medici generali che, anzicchè essere considerati dei “meri esecutori” delle vaccinazioni, come ha dichiarato il presidente dell’associazione Happy Ageing Michele Conversano, dovrebbero essere delle parti attive nell’informazione rivolta ai propri pazienti.  Il numero di persone vaccinate contro l’influenza in questi anni è aumentato, ma ancora non in modo deciso. Ciò è sintomo che ancora aleggia una sorta di scetticismo circa la sua efficacia e soprattutto esiste ancora una ferma convinzione che porti esclusivamente ad effetti collaterali. Ma, a smentire ciò, ci sono gli studi effettuati in Italia in questi anni, come dichiara Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva “da uno studio sugli anziani nelle Residenze sanitarie assistenziali, quelli cioe’ in condizioni peggiori, e’ emerso che il rischio di morte con il vaccino cala del 25% – ha spiegato – vaccinare e’ uno dei segreti della longevita’. Ma l’influenza non è l’unica minaccia perle persone anziane; molte, sono le patologie che si potrebbero generare proprio a causa di una banale influenza non opportunamente “trattata”. Polmonite pneumococcica ( che ha causato nel 2012 circa 9.200 morti) ed anche l’herpes zoster meglio conosciuto come  “Fuoco di Sant’Antonio”. E la lista di patologie a cui sono maggiormente esposte le persone che superano una certe soglia di età non finisce qui, come ha spiegato l’esperto Giancarlo Icardi dell’universita’ di Genova, una buona percentuale di over 50 sviluppa la nevralgia post-erpetica.

Dal convegno svoltosi a Roma, ciò che è emerso è che le nuove indicazioni sui vaccini per gli anziani dovrebbero essere recepite al più  presto dal Piano Nazionale Vaccini che dovrebbe essere approvato a Maggio. Le vaccinazioni contro l’influenza risultano essere essenziali ma accanto alla mera esecuzione del vaccino occorre svolgere un lavoro di informazione accurato e certosino, volto a sfatare tutti quei tabù, miti e “false credenze” che ancora esistono sulle vaccinazioni.