Un intenso “Jet Streak” sorvola i cieli italiani, venti prossimi ai 300 km/h attorno i 9000 metri di quota

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10Il forte “gradiente di geopotenziale” in quota che si è venuto a realizzare in queste ore, fra il vicino Atlantico e l’Europa centrale, è all’origine di una significativa accelerazione del ramo principale del “getto polare” che dal nord Atlantico si versa sopra la Francia, la Germania e le Alpi, raggiungendo i cieli del nostro paese. Il notevolissimo divario termico e di geopotenziale, creatosi fra il robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, posizionato con massimi di ben 1038 hpa a largo delle coste portoghesi, e la vasta e articolata circolazione depressionaria a carattere freddo, riempita di aria polare marittima, suddivisa in più minimi al suolo attivi fra la Scandinavia e il mar Baltico, sta originando un potente “Jet Streak” (massimo di velocità del “getto polare” attorno i 9000 metri di altezza) che dal nord Atlantico, dopo aver sorvolato i cieli del Regno Unito con massimi di velocità di ben 300-310 km/h sopra la Cornovaglia e il Canale della Manica, si propaga sopra la Francia, la Germania occidentale e la Svizzera, raggiungendo così l’area alpina.

Il "Jet Streak" che dal Regno Unito si muove verso l'Italia settentrionale con massimi fino a 290 km/h
Il “Jet Streak” che dal Regno Unito si muove verso l’Italia settentrionale con massimi fino a 290 km/h

Da qui parte di questo flusso, deviando più verso O-NO, invaderà buona parte dell’Italia centro-settentrionale, presentando alla quota di 250 hpa (circa 9000 metri) velocità ragguardevoli, ben oltre i 250-260 km/h, ma con picchi oltre i 280-290 km/h sulla verticale delle Alpi e raffiche ben oltre la soglia dei 300 km/h. Nel corso del pomeriggio i massimi di velocità associati al “Jet Streak” si allontaneranno in direzione dei Balcani, estendendosi al nord della Grecia, mar Egeo e Turchia, con velocità fino a 250-260 km/h. Questo intenso “Jet Streak”, come viene ben evidenziato dalle mappe del campo del vento a 250 hpa, delimita la linea di confine fra le opposte figure bariche antagoniste sopra menzionate. L’alta pressione delle Azzorre contro la vasta depressione fredda sulla Scandinavia che entrando in fase di “stretching” evolverà in una saccatura, colma di aria fredda polare marittima che sotto l’alimentazione del ramo meridiano del “getto polare” affonderà sull’Europa centro-orientale.

La saccatura che sul finire di settimana riporterà aria più fredda sulle nostre regioni meridionali
La saccatura che sul finire di settimana riporterà aria più fredda sulle nostre regioni meridionali

Difatti la discesa di questo “Jet Streak” del “getto polare”, che presenterà una marcata direttrice nord-occidentale, fra Atlantico settentrionale ed Europa centrale, allungherà la saccatura che già in queste ore inizia a dipanarsi dalla penisola Scandinava verso l’Europa centro-orientale, la quale sarà destinata a protendersi verso latitudini più meridionali, fino in direzione della Romania e del bacino del mar Nero. Entro il finire di settimana lo sviluppo di una seconda saccatura (sulla falsa riga della prima), alimentata sempre dal ramo del “getto polare” che discende il bordo orientale dell’anticiclone azzorriano, spianerà la strada per l’avvezione fredda che dopo aver invaso gran parte del continente a cavallo fra il giorno di Pasqua e la giornata di Pasquetta s’intrufolerà fino ai Balcani e al bacino centrale del Mediterraneo, interessando più da vicino le regioni adriatiche e quelle meridionali, con freddi e sostenuti venti di grecale e tramontana. In questo caso il “getto polare”, mantenendo una direttrice marcatamente meridiana, nord-sud, avrà il merito di spingere verso latitudini più meridionali parte del vasto blocco di aria fredda da giorni preesistente fra l’Europa centrale e parte di quella orientale.