Le eccezionali ondate di gelo ad aprile, tante volte la neve ha imbiancato le coste del sud e la pianura Padana

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puglia neve (4)L’avvezione di aria molto fredda (per il periodo), polare marittima “continentalizzata”, che in queste ore sta investendo le regioni adriatiche e parte di quelle più meridionali, sta suscitando l’attenzione dei media (soprattutto quelli locali direttamente interessati) e dei tanti meteoappassionati che affollano i forum e i social network. C’è chi addirittura crede che vedere la neve a quote di medio-bassa collina sulle regioni adriatiche sia un evento eccezionale per il mese di Aprile. In realtà non è proprio così. Anzi, Aprile essendo un mese a tutti gli effetti primaverile, e quindi caratterizzato dalle varie sfaccettature di questa stagione di transizione, ha visto ondate di freddo ben peggiori di quella in atto in queste ore sulla fascia adriatica.

puglia neve (1)Del resto, ripercorrendo un po’ la storia climatica del nostro paese, si evince come simili episodi di freddo tardivo, a cavallo dell’ingresso della bella stagione, si sono verificati più volte, persino nei mesi di Maggio, Giugno, Luglio e Agosto, che possiamo ritenere pienamente estivi. Ma rimanendo al mese di Aprile, per evitare paragoni fuorvianti, basterebbe citare l’incredibile ondata di freddo che colpì gran parte delle regioni adriatiche, ma non solo, nel 2003, a cavallo fra il 7 e l’8 Aprile, quando l’ingresso sull’Adriatico una massa d’aria molto fredda nei bassi strati, e gelida in quota, causo un rapido peggioramento che causò spettacolari nevicate tardive su buona parte della costa adriatica. Allora, causa il passaggio nei medi e bassi strati di aria particolarmente fredda ormai interamente continentalizzata, la neve si spinse fino a livello del mare senza alcun problema, imbiancando i litorali adriatici, dall’Abruzzo fino alla Puglia, con accumuli che localmente superarono i 10-15 cm di neve fresca.

capracottaIn particolare fra il litorale molisano e la costa pugliese la neve, cadendo sotto forma di rovesci localmente anche piuttosto intensi, accumulo fino alle spiagge, regalando scenari davvero suggestivi fin sul barese e il tratto di costa brindisina, simili a quelli notoriamente osservati alle latitudini artiche. Sull’Appennino invece si realizzarono vere e proprie bufere di neve che causarono enormi disagi nei trasporti, con interi paesi e villaggi montani rimasti isolati a causa dell’impraticabilità di molte strade, totalmente coperte dalla neve. Ma oltre alle spettacolari nevicate, con il deposito dell’aria molto fredda e pesante nelle conche e sulle pianure su molte regioni del centro-nord piombo anche il gran freddo, con gelate diffuse nelle ore notturne sulle pianure, con minime fino a -3°C -4°C. Un’altra eccezionale ondata di freddo tardivo fu quella che interesso molte regioni italiane nell’Aprile del 1956, quando freddo, gelo e nevicate improvvisamente misero in ginocchio gran parte della penisola, già vestita a primavera.

La forte nevicata che interessò Milano il 17 Aprile 1991
La forte nevicata che interessò Milano il 17 Aprile 1991

Ma più recentemente, fra gli eventi di freddo più intensi di Aprile, va ricordato quello del 17 Aprile 1991, quando un nucleo di aria gelida, con supporto artico in quota, dopo aver aggirato le Alpi raggiunse molto velocemente la pianura Padana, scalzando velocemente lo strato di aria più mite e molto umida che nel frattempo si era depositato sopra il Catino Padano. I fortissimi divari termici, esaltati dall’insolazione del mese di Aprile che nel frattempo scaldava maggiormente il terreno, innescarono intensi moti convettivi molto forti (in aria fredda) che favorirono lo sviluppo di intensi temporali di neve che imbiancarono le pianure di Lombardia, Emilia e Veneto. Quel giorno, dopo i primi rovesci di pioggia e pioggia mista neve, molte città del nord Italia, fra cui Milano, furono interessate da nevicate davvero intense, a tratti anche a carattere di bufera, accompagnate persino da tuoni e spettacolari fulminazioni fra le virghe che scendevano dalla base dei cumulonembi.