Mappato il DNA del gorilla di montagna: è la chiave contro la sua estinzione

“I gorilla di montagna sembrano essere più resistenti a quel genere di incroci che, in passato, ha invece contribuito all’estinzione dei Neanderthal”

Pronta la mappa del Dna del gorilla di montagna, uno degli animali a piu’ alto rischio di estinzione con poco piu’ di 800 esemplari superstiti in Africa. Il suo identikit genetico, presentato su Science, e’ frutto di una task-force internazionale a cui ha collaborato anche l’Universita’ di Bologna. Dai risultati emerge che questi primati sono ‘geneticamente preparati’ ad affrontare il lento declino delle loro popolazioni, tanto da mostrarsi potenzialmente piu’ resistenti all’estinzione rispetto ai Neanderthal. Lo studio e’ basato sull’analisi del Dna estratto da campioni di sangue di 7 gorilla di montagna provenienti dai monti Virunga tra Ruanda, Uganda e Congo.

Una volta ricostruito il genoma, e’ stato confrontato con quello dei loro ‘vicini di casa’, i gorilla della pianura orientale, e con quelli di altre sottospecie dell’Africa centro-occidentale. E’ cosi’ emerso che i gorilla di montagna e quelli della pianura orientale hanno una diversita’ genetica che e’ 2-3 volte inferiore rispetto agli altri che vivono in gruppi piu’ numerosi: per questo hanno meno strumenti per reagire a minacce come le malattie infettive e i cambiamenti ambientali. Le analisi hanno inoltre rivelato che i gorilla di montagna si sono abituati con il tempo a sopravvivere in gruppi sempre meno numerosi. Questo adattamento, iniziato diverse migliaia di anni fa, e’ ‘scritto’ nel Dna: i continui incroci tra esemplari imparentati tra loro hanno portato inaspettatamente all’eliminazione di diverse mutazioni genetiche pericolose per la salute. ”I gorilla di montagna sembrano essere piu’ resistenti a quel genere di incroci che, in passato, ha invece contribuito all’estinzione dei Neanderthal”, spiega il primo autore dello studio Yali Xue, che lavora presso il Wellcome Trust Sanger Institute in Gran Bretagna. ”Dunque – aggiunge il ricercatore – non c’e’ ragione di pensare che i gorilla di montagna non possano prosperare anche negli anni a venire”. Intanto la mappa del Dna aiutera’ a identificare gli esemplari catturati dai bracconieri, favorendo il reinserimento in natura.