Meteo Weekend: torna il freddo al centro/nord, allerta per possibili fenomeni molto violenti

Un impulso di aria fredda in movimento “retrogrado” raggiungerà le nostre regioni centro-settentrionali causando venti intensi e temporali sparsi, oltre ad un deciso calo delle temperature

La situazione sinottica sull’area euro-atlantica vede un temporaneo rallentamento delle correnti occidentali sul nord Atlantico, con il conseguente allungamento del promontorio anticiclonico delle Azzorre che estende i propri elementi più orientali verso le coste norvegesi. A causa di questa inclinazione, con asse SO-NE, dell’anticiclone oceanico, lungo il margine più orientale di questa struttura anticiclonica sta cominciando a scivolare aria piuttosto fresca, per non dire fredda, di tipo polare marittima continentalizzata nei bassi strati, che dal mar Baltico scivola in direzione della Polonia, Germania e Danimarca, tramite una moderata ventilazione settentrionale.

imagesQuesta massa d’aria fredda, in parziale movimento “retrogrado”, affondando verso la Polonia, l’ovest dell’Ucraina, la Slovacchia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria tenderà ad alimentare la vasta circolazione depressionaria in azione sulla Russia europea, la quale entrando in fase di “stretching” sarà costretta ad disporsi lungo i meridiani, dipartendo una saccatura in direzione dei paesi dell’Europa orientale. Durante la giornata di domani lo “stretching” dell’asse di saccatura posizionato sull’Atlantico settentrionale favorirà una graduale accelerazione del flusso zonale secondario che scorre sul Mediterraneo centro-occidentale, fra la Spagna e l’Italia centro-meridionale, tagliando alla base il promontorio anticiclonico che dal vicino Atlantico si estende verso il mar del Nord, con il conseguente isolamento di un “CUT-OFF” anticiclonico, di ben oltre 1035 hpa, a largo delle coste scozzesi orientali.

4Al contempo una parte dell’aria fredda polare marittima continentalizzata scivolata fra la Slovacchia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria, nel corso della tarda mattinata di domani, dopo aver raggiunto la Slovenia e la Croazia tenderà ad aggirare ad est le Alpi per poi sfogare sul Golfo di Trieste, l’Istria e la Dalmazia attraverso forti raffiche di bora in discesa dai valichi delle Alpi Dinariche. Proprio questa è la porta dove si origina il flusso della bora che scendendo dal Carso si tuffa su Trieste e sul Golfo, con raffiche molto forti che vengono rese ancora più violente dalle forti differenze di densità, di pressione e di “gradiente termico” che si verificano fra la pianura Danubiana, l’altopiano del Carso, solitamente molto freddo, e le sottostanti coste adriatiche, molto più temperate e umide (sull’Adriatico stagna un “cuscino d’aria più calda” che inasprisce tali divari termici che fanno la forza della Bora).

12Queste notevoli differenze, se associate a “gradienti barici” di una certa rilevanza tra Balcani, Adriatico e Italia centro-settentrionale, possono generare delle vere e proprie tempeste, con raffiche di uragano, che vengono rese molto furiose e turbolenti durante lo scivolamento dall’altopiano del Carso verso la parte più interna del Golfo di Trieste. In questo caso i venti di caduta dal Carso e dalle Alpi Dinariche dovrebbero eccedere la soglia d’attenzione su buona parte dell’alto Adriatico e sulle coste di Veneto e Romagna, dove si potranno registrare raffiche fino a 50-60 km/h. Su Trieste, dalla mattinata, giungeranno forti raffiche di Bora che potranno raggiungere o superare i 60-70 km/h. Durante il primo pomeriggio, dopo aver raggiunto le coste di Romagna e Veneto, i venti di bora, prevalentemente da E-NE e NE, si propagheranno all’interno del Catino Padano, innescando condizioni di marcata instabilità atmosferica derivata dal brusco sollevamento verso l’alto dell’aria tiepida e umida, lasciata nei bassi strati dal precedente regime anticiclonico.

02L’arrivo dell’aria fredda tenderà a destabilizzare la colonna d’aria sulla pianura Padana, favorendo lo sviluppo di moti convettivi (correnti ascensionali) che potranno alimentare lo sviluppo anche di varie “Cellule temporalesche”, specie sulle zone pedemontane dell’Appennino Emiliano e delle Alpi occidentali durante le ore centrali del giorno. Le temperature, durante l’ingresso della sostenuta ventilazione orientale nei bassi strati, subiranno una significativa diminuzione sulle regioni settentrionali, anche dell’ordine dei -4°C -5°C. Anche nella giornata di domenica sulle nostre regioni centro-settentrionali continuerà ad affluire aria fredda, di natura polare continentalizzata nei bassi strati, che dalla regione carpatico-danubiana, attraverso la Croazia e la Bosnia Erzegovina, si fionderà sull’Adriatico, tramite una moderata ventilazione da NE che presenterà locali rinforzi sul mar Ligure e sull’alto Tirreno. Mentre nei bassi strati prevarrà un flusso freddo prevalentemente nord-orientale, nella media e alta troposfera si instaurerà una marcata componente di correnti occidentali che nel corso della giornata esalterà lo sviluppo di un marcato “forcing” convettivo sulle regioni centro-meridionali, con la formazione di piogge, rovesci e temporali a carattere sparso che nel corso del pomeriggio potranno bagnare le Marche, l’Abruzzo, il Lazio, il Molise, la Campania e la Sardegna orientale.

04PREVISIONI

SABATO 18 APRILE 2015

Al mattino avremo un graduale aumento della nuvolosità sulle regioni di nord-est, con piogge sparse e qualche locale rovescio tra il Friuli e il Veneto. Questi fenomeni nel corso della mattinata si estenderanno al resto delle regioni settentrionali, coinvolgendo l’Emilia-Romagna, la Lombardia e il Piemonte. Il tempo peggiorerà anche fra Marche e Abruzzo, con un consistente aumento della nuvolosità che si accompagnerà a piogge e rovesci distribuiti a carattere sparso. Le nubi nel corso della mattinata sono destinate ad aumentare pure sulle regioni centrali e sulla Sardegna. Solo fra Campania, Molise, Puglia e sul resto del meridione insisteranno ampi spazi soleggiati inframmezzati dal passaggio di nubi stratificate e velature.

Nel pomeriggio il maltempo si estenderà al resto delle regioni settentrionali, con piogge e rovesci sparsi che potranno assumere carattere temporalesco fra l’est della Lombardia e le zone pedemontane dell’Appennino Emiliano e delle Alpi occidentali, con fenomeni a tratti di moderata o forte intensità fra Emilia e Piemonte. Cieli molto nuvolosi pure sulle regioni adriatiche con piogge e rovesci fra Marche e Abruzzo. La nuvolosità si farà sempre più compatta anche fra Toscana, Umbria e Lazio, dove non si possono escludere dei brevi rovesci nel corso del pomeriggio e della prima serata. Andrà meglio sulle rimanenti regioni, ma con cieli velati o al più parzialmente nuvolosi, con nubi in ulteriore aumento dalla sera.

cumulonembi_dall_altoDOMENICA 19 APRILE 2015

Al mattino piogge residue bagneranno il Piemonte occidentale e l’Emilia occidentale, mentre ampie schiarite, con ampi spazi soleggiati, tenderanno ad aprirsi sul resto delle regioni settentrionali, per l’irrompere di aria via via più secca. Ancora un po’ di instabilità sulle regioni adriatiche con possibili piogge fra Abruzzo, Molise e Puglia, in graduale diradamento nel corso della tarda mattinata. Altrove avremo condizioni di generale variabilità con annuvolamenti alternati a lunghi spazi di sole.

Nel pomeriggio scoppia l’instabilità sulle aree interne dell’Appennino con lo sviluppo di imponenti nubi cumuliformi che potranno dare la stura a piogge, rovesci e temporali che potranno bagnare le Marche, l’Abruzzo, il Lazio, il Molise, la Campania e la Sardegna orientale. Ampi spazi di sereno si apriranno sulle regioni settentrionali, a parte un po’ di nuvolosità fra Piemonte e Emilia occidentale addensata dall’effetto “damming” indotto dalla ventilazione orientale. Un po’ di nubi nel corso del pomeriggio transiteranno anche sul resto delle regioni meridionali, senza però produrre precipitazioni degne di nota.

TEMPERATURE

Sono attese in diminuzione, soprattutto sulle regioni settentrionali dove si tornerà in linea con le medie del periodo, o poco sotto.

Vbora trieste 03ENTI

Da domani si disporranno da NE soffiando da moderati a sostenuti, fino a forti dal pomeriggio sul Golfo di Trieste, Istria e Adriatico settentrionale. I venti di caduta dal Carso e dalle Alpi Dinariche dovrebbero eccedere la soglia d’attenzione su buona parte dell’alto Adriatico e sulle coste di Veneto e Romagna, dove si potranno registrare raffiche fino a 50-60 km/h. Su Trieste, dalla mattinata, giungeranno forti raffiche di Bora che potranno raggiungere o superare i 60-70 km/h. Durante il primo pomeriggio, dopo aver raggiunto le coste di Romagna e Veneto, i venti di bora, prevalentemente da E-NE e NE, si propagheranno all’interno del Catino Padano, con raffiche che toccheranno picchi di oltre 50-60 km/h fra il Veneto e la Lombardia orientale. Domenica permarrà nei bassi strati ancora una moderata ventilazione nord-orientali, che presenterà locali rinforzi, prossimi alla soglia d’attenzione, sul mar Ligure e sull’alto Tirreno. Dal pomeriggio i venti da NE tenderanno ad attenuarsi su tutti i bacini.

MARI

Da poco mossi a mossi, fino a molto mosso dal pomeriggio di domani l’alto Adriatico e l’alto Tirreno a largo, nel tratto antistante le coste corse. Domenica i mari si presenteranno ancora mossi, ancora localmente molto mosso l’alto Adriatico, ma con moto ondoso in graduale scaduta dal pomeriggio successivo.