Nel golfo di Trieste una pericolosa faglia: “il rigassificatore non si può fare”

Il SIndaco di Trieste, Roberto Consolini, ha inviato ai Ministeri una segnalazione sulla faglia che rende rischiosa la realizzazione del rigassificatore

Nel Golfo di Trieste e sulla costa orientale giuliana risulta la presenza di faglie con attivita’ recente e “pericolosita’ sismica”, ulteriore elemento contro la costruzione di un impianto di rigassificazione. La segnalazione e’ stata trasmessa nei giorni scorsi dal Sindaco, Roberto Cosolini, ai Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e dei Beni e Attivita’ Culturali, nell’ambito del’iter legato al progetto di impianto proposto da Gas Natural Rigassificazione Italia Spa sulla costa di Trieste.

triesteLa scoperta era emersa in una conferenza tenuta il 24 febbraio scorso a Monfalcone (Gorizia) da parte di Marina Busetti, primo ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), sulla base di studi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma. Il rischio potenziale e’ quello di un evento sismico fino a una magnitudo massima di 6,5. “Il dato a tutti gli effetti e’ nuovo – ha commentato oggi l’assessore comunale all’Ambiente, Umberto Laureni – e come tale sposta di fatto le condizioni di partenza su cui si basava il precedente studio di Gas Natural. In questo spirito, ci siamo rivolti alle sedi Ministeriali e alla stessa Gas Natural, a maggior ragione tenendo presente come le ricerche prodotte provengano da Istituti pubblici a cio’ deputati”. Recentemente, la Commissione di Valutazione di impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente aveva recentemente dichiarato la compatibilita’ dell’opera, trasmettendo gli atti al Mise per la prosecuzione dell’iter.