Osteoporosi: casi in aumento e terape inadeguate

MeteoWeb

In Italia gli affetti da osteoporosi ammontano a 3,5 milioni di donne e 1 milione di  uomini, tra terapie inadeguate e aumento della spesa sanitaria, i casi lievitano

osteoporosi-620x350Volto al termine il convegno mondiale tenutosi a Milano, WCO-IOF-ESCEO 2015, riguardante le patologie ossee, osteoartrite e disturbi muscolari, non ci ha lasciato con buone notizie. E’ stato, infatti rilevato che il numero di soggetti affetti da patologie ossee e muscolari è aumentato del 45% negli ultimi 20 anni. Anche per la spesa sanitaria è previsto un aumento del 25% in tutta Europa entro il 2025. L’osteoporosi, è una delle patologie maggiormente diffuse e invalidanti,  definita “ladra silenziosa di ossa” consiste nel deperimento del tessuto osseo o nella scarsa produzione dello stesso, e spesso ci si accorge della sua presenza quando si è colpiti da fratture. Giancarlo Isaia, presidente SIOMMMS e direttore di Geriatria e Malattie Metaboliche dell’Osso all’Ospedale Molinette di Torino, dice: “L’incidenza dell’osteoporosi è in aumento: si stima che oggi ne siano affetti in Italia circa 3.5 milioni di donne e 1 milione di uomini. Siamo in presenza di un problema ad alta priorità sanitaria e sociale”. E il 75% dei casi di frattura riguardano donne che superano i 65 anni di età. Causa delle fratture negli anziani, oltre alla scarsa produzione di tessuto osseo,sono le  patologie muscolari come ad esempio la  sacropenia, come spiega Isaia: “Esiste un altro problema nella terza età, la sarcopenia, ossia una importante debolezza muscolare. Chi ne soffre può cadere e rischia di conseguenza di fratturarsi le ossa. La sarcopenia si previene e si contrasta con una continua attività fisica. Il muscolo infatti, se non viene sollecitato, ‘invecchia’ prima”. Un altro problema evidenziato al convegno di Milano è l’inefficienza delle terapie prescritte :“Un aspetto importante segnalato al Congresso di Milano è l’inadeguatezza terapeutica. Significa che su 100 persone che hanno subito una frattura al femore o a una vertebra, se ne tratta solo il 25%. Metà di questi pazienti poi dopo un certo periodo interrompe la cura. Vuol dire che solo il 12% dei pazienti viene curato adeguatamente-prosegue-Il paziente fratturato si rivolge di solito prima all’ortopedico, poi al fisiatra e quindi al medico di famiglia. Ma evidentemente qualcosa non funziona, se alla fine la terapia viene abbandonata. Il percorso ottimale sarebbe affidare il paziente a un medico esperto di osteoporosi, a prescindere dalla sua specialità. Per questo la SIOMMMS pubblica sul suo sito i centri e gli specialisti di riferimento più vicini alla propria residenza. Il medico di famiglia dovrebbe gestire la situazione in senso generale in quanto, meglio di tutti, è a conoscenza della storia del paziente”. Al convegno sono state esposte anche le novità terapeutiche: “Tra i farmaci contro l’osteoporosi ci sono i bisfosfonati, che agiscono inibendo gli osteoclasti, ossia le cellule che fisiologicamente distruggono il tessuto osseo. Una novità è il denosumab, che inibisce anch’esso l’attività degli osteoclasti, ma che per modalità di somministrazione (una fiala ogni 6 mesi) è in genere meglio accettato dai pazienti che non di rado sono costretti ad assumere numerosi altri farmaci. Mentre il teriparatide è un farmaco che stimola gli osteoblasti, cioè le cellule chiamate a ricostruire il tessuto osseo e che ha effetti positivi sulla ricostruzione dell’osso”. Senza neanche dire che la prevenzione sta alla base della salute.