Pasqua, il Venerdì Santo e la Via Crucis: origini, storia e significato delle “stazioni”

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Pasqua, Venerdì Santo e Via Crucis: ecco il significato di una delle celebrazioni più toccanti e sentite

VIA CRUCIS 1Il Venerdì Santo si celebra, in modo “solenne”, anche la Via Crucis, divenuta un rito, un gesto caratteristico del Venerdì Santo in particolare, e della Quaresima, in generale. Ma a quando risale? Le sue origini si possono vedere nei pellegrinaggi compiuti da molti cristiani nella Terra di Gesù; soprattutto a Gerusalemme, e in quelli che furono, poi, i Sacri Monti, fatti edificare dai pellegrini tornati dalla Terra Santa per mantenere vivo il ricordo del loro viaggio di fede. La popolarità fu dovuta a papa Innocenzo XI che, nel 1686, concedette molte indulgenze, le stesse di quelle accordate a coloro che si recavano in Terra Santa, anche a chi praticava il pio esercizio della Via Crucis che vuole presentare alla riflessione e alla meditazione il racconto della Passione, suddiviso in 14 stazioni che oggi la Chiesa vuole portare a 15 per non dimenticare la Risurrezione di Cristo, il centro della nostra fede. Essa vuole presentare alla riflessione e alla meditazione il racconto della passione suddiviso in quattordici stazioni unite tra loro da canti ed invocazioni.

VIA CRUCISQueste stazioni, che oggi la Chiesa vuole portare a quindici per non dimenticare il centro della nostra fede, e cioè la risurrezione di Cristo, non hanno tutte un fondamento storico, ma alcune sono frutto della pietà popolare, come le tre cadute, l’incontro con Maria e con la Veronica… In altri termini si tratta di eventi che non ci sono narrati nei Vangeli, ma che hanno lo scopo di rendere più vivo il cammino di Gesù verso il Calvario. Nella prima stazione, Gesù è nell’orto degli ulivi, che è un podere chiamato Gestsèmani, dove Gesù fornì prova di vera fiducia e Amore per il Padre e per l’intera umanità, accettando la Croce.

VIA CRUCIS 2Nella seconda stazione vi è la cattura di Gesù grazie al tradimento di Giuda Iscariota; nella terza stazione Gesù è condannato dal Sinedrio, l’assemblea di Gerusalemme formata da 71 membri col compito di far rispettare le leggi; nella quarta stazione vi è la manifestazione della debolezza, della fragilità e della paura umana. Pietro rinnega più volte, per paura, di conoscere Gesù ma poco dopo si rende conto del suo comportamento vigliacco, compiendo un gesto nobile: quello di pentirsi. Ecco che Pietro, roccia su cui Gesù ha fondato la sua Chiesa, si mostra in tutta la sua fragilità umana; tuttavia si ha la constatazione della sua capacità di pentimento e di riscatto.

FLAGELLAZIONENella quinta stazione, il procuratore Ponzio Pilato si trova a dover giudicare Gesù, presentatogli dai Sommi Sacerdoti perché fosse condannato. Sappiamo di alcuni tentativi del procuratore per non condannare l’imputato, non vedendo in lui nessun motivo serio per una condanna a morte ma Pilato si dimostra debole, finendo con l’avallare le richieste dei Sacerdoti, lavandosene le mani. Nella sesta stazione Gesù subisce la flagellazione, e gli pongono sul capo una corona di spine, fatta di giunco marino intrecciato del diametro di 21 centimetri, mentre la flagellazione avvenne secondo il rito romano col flagrum, munito di palline di metallo e frammenti d’osso che laceravano la pelle, strappando pezzettini di carne. Nella settima stazione Gesù è caricato della croce; forse solo nel patibulum, il legno orizzontale della croce; nell’ottava stazione il Cireneo, un villano di ritorno dai campi, è obbligato da un comandante dei soldati romani a caricarsi del legno verticale della croce oppure del patibulum; nella nona stazione avviene l’incontro di Gesù, che salendo al Calvario, con alcune donne; momento commovente e drammatico nello stesso tempo; nella decima stazione Gesù è crocefisso, inchiodato ai polsi e ai piedi. Questo avveniva alle 9 del mattino di Venerdì sul Golgota (luogo del cranio) sopra la testa di Cristo la scritta, in 4 lingue, INRI.

VIA CRUCIS 6Nell’undicesima stazione Gesù è innalzato sulla croce in mezzo ad altri due condannati alla stessa pena, di cui uno inveisce e provoca Gesù, mentre l’altro si rimette nelle Sue mani, affidandosi a Lui. A quest’ultimo. Gesù promette la salvezza. Nella dodicesima stazione, ai piedi della croce è presente la sua Mamma, una scena straziante, tragica cui partecipa anche Giovanni, l’Apostolo più giovane, cui Gesù affida la custodia di sua madre. Nella tredicesima stazione Gesù muore, dopo 6 ore di agonia: sono le 15:00 di Venerdì. Nella quattordicesima stazione Giuseppe d’Arimatea, autorevole membro del Sinedrio, con coraggio si reca da Pilato per chiedere che gli fosse consegnato il corpo di Gesù. Avuto il consenso, lo tolse dalla croce e lo depositò in un sepolcro scavato in una roccia e opportunamente chiuso. Con questa stazione si chiude il percorso della Via Crucis celebrato il Venerdì Santo in ogni parrocchia. La quindicesima stazione segna la Risurrezione di Cristo ed è qui che si trova il vero messaggio e la certezza della Fede, ossia che Gesù è veramente risorto. I fedeli, attraverso la Via Crucis, effettuano un pellegrinaggio spirituale di preghiere attraverso le principali scene di sofferenza e morte di Cristo.