Perse speranze di riprendere controllo della navicella “Progress”, sta già precipitando sulla Terra

Passerà qualche giorno prima che la Progress entri nell’atmosfera, timore per i detriti che raggiungeranno il suolo

Ormai e’ chiaro: non sara’ possibile effettuare l’attracco della navicella Progress alla stazione spaziale internazionale. “Molto probabilmente non sara’ possibile ripristinare il collegamento con la ProgressM-27M – riferiscono dal centro di controllo dei voli – pertanto a breve sara’ declassificata a spazzatura spaziale, rappresentando purtroppo una minaccia per la sicurezza dei voli”. La Progress doveva consegnare sulla Stazione Spaziale Internazionale piu’ di 2,5 tonnellate di carico tra combustibile, ossigeno, generi alimentari e strumenti per esperimenti e le spedizioni per gli astronauti.

insertion_1 “Non essendo possibile arrestare la rotazione, divenuta incontrollabile, e’ diventato a questo punto rischioso avviare i motori. Passera’ un’altra settimana – hanno aggiunto gli ingegneri – prima che la Progress entri nell’atmosfera, per poi finire bruciata. Al momento non e’ ancora chiaro dove avverra’ esattamente l’impatto”. a situazione e’ scappata di mano lo scorso martedi’ 28 aprile, quando il cargo Progress M-27M, dopo il lancio dalla stazione di Baykonur, si e’ posizionato su un’orbita significativamente piu’ bassa rispetto a quella programmata. Successivamente e’ scomparso anche il collegamento telemetrico e non e’ stato piu’ possibile arrestare la rotazione della navicella, nemmeno passando ai comandi manuali. In seguito a quest’incidente e’ adesso a rischio anche il lancio della navicella Soyuz TMA-17M, che dovrebbe portare personale dell’equipaggio russo sull’ISS.

Il parere dell’esperto del CNR

Progress M-27M 02”E’ troppo presto” per prevede in corrispondenza di quale parte della Terra potrebbero cadere eventuali frammenti del cargo, ha spiegato all’Ansa Alessandro Rossi, dell’Istituto di Fisica applicata del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifac-Cnr) di Firenze e membro del Coordinamento internazionale per il monitoraggio dei detriti spaziali (Iadc). Lanciato il 28 aprile dalla base russa di Baikonur (Kazakhstan), il cargo avrebbe dovuto agganciarsi alla Stazione Spaziale dopo un viaggio di 6 ore per consegnare un carico di 3 tonnellate tra rifornimenti, materiali scientifici e pezzi di ricambio. Ma presto si e’ verificato un problema che ha costretto a ripianificare la missione, estendendo la durata del viaggio a 2 giorni. La situazione si e’ complicata ulteriormente quando e’ diventato letteralmente impossibile controllare il cargo, che ha cominciato a ruotare su stesso come una trottola. Non sono serviti i tentativi di stabilire una comunicazione fatti nella notte dal centro di controllo a Mosca. Sono stati inviati i comandi per stabilizzare il veicolo, che pero’ ha continuato a girare su stesso. Quindi la decisione di abbandonare l’idea di poterlo recuperare e di lasciarlo precipitare. Gli astronauti della Stazione Spaziale non hanno mai corso rischi: non c’e’ mai stato pericolo di collisione (i due veicoli sono su orbite diverse e distanti fra loro), ne’ e’ un problema irreparabile la mancata consegna dei rifornimenti. Il problema e’ invece tenere d’occhio il Progress, destinato ad avvicinarsi alla Terra al di fuori di ogni controllo. Dalla Russia agli Stati Uniti, i ricercatori sono gia’ al lavoro per calcolare quando potrebbe avvenire l’impatto. Le prime stime, dalla Russia, indicavano il periodo fra il 7 e l’11 maggio, poi quello tra il 5 e il maggio, ma per Rossi l’orbita molto bassa lascia presumere che l’impatto possa avvenire prima, tra il 3 e il 4 maggio. ”E’ ragionevole presumerlo – ha detto il ricercatore – considerando che il cargo si trova su un’orbita leggermente ellittica, il cui punto piu’ alto e’ a circa 200 chilometri dalla Terra”.