Una severa ondata di maltempo nella giornata di ieri ha flagellato diverse aree dell’Ucraina meridionale e della penisola di Crimea, con piogge battenti, di carattere torrenziale, accompagnate da forti venti, da NE, N-NE e Nord, che hanno superato i 70-80 km/h nelle raffiche. Il mix fra piogge battenti e forti venti ha mietuto ingenti danni e tanti disagi in molte città dell’Ucraina meridionale. La forte ondata di maltempo è stata prodotta dal passaggio di un giovane e profondo ciclone extratropicale di 995 hpa sul mar Nero, che nelle 24-36 ore precedenti si era sviluppato sul settore occidentale del mar Nero, assumendo un notevole sviluppo, con una intensa frontogenesi nei bassi strati. Come capita sovente nella stagione primaverile, l’interazione fra una estesa avvezione di aria calda di origine sub-tropicale continentale con un’avvezione di aria molto fredda affluita verso la regione carpatica e il settore più occidentale del mar Nero, ha tessuto le condizioni ideali per lo sviluppo di una profonda ciclogenesi sul bacino del mar Nero. Il notevole “gradiente termico orizzontale” che si è venuto a creare fra l’Ucraina, i Carpaci e il bacino del mar Nero, sommandosi all’intenso “forcing” dinamico in quota (per curvatura ciclonica delle correnti nella media e alta troposfera) prodotto dalla vasta saccatura presente sull’Europa orientale, ha favorito lo sviluppo di un importante processo ciclogenetico.

Difatti, la saccatura scorrendo sopra una preesistente zona “baroclina” nei bassi strati, al traverso del mar Nero, ha implicato lo sviluppo di una ciclogenesi che si è strutturata alle varie quote. Questo tipo di sviluppo può essere inteso secondo l’”IPV-thinking“. L’effetto di innesco (“triggering”) della circolazione depressionaria avviene sempre ad opera di una ondulazione della tropopausa, dettata dall’affondo della saccatura artica, colma di aria molto fredda d’origine polare. Conseguentemente a questa prima azione di “forcing” l’avvezione calda ad est del minimo barico ha prodotto una anomalia di temperatura potenziale positiva, mentre ad ovest del minimo l’avvezione fredda ha causato una anomalia di temperatura potenziale negativa. Lungo la linea di demarcazione tra le due avvezioni, nei bassi strati, si è generata una intensificazione della circolazione depressionaria che ha interagito in quota con l’anomalia positiva di vorticità potenziale. Quest’ultima, a sua volta, ha raggiunto più facilmente la circolazione “baroclina” nei bassi strati, forzandola per una seconda volta. L’effetto sinergico della circolazione a due livelli ha determinato una mutua amplificazione che si è estesa a tutta la colonna d’aria, evolvendosi in una ciclogenesi strutturata nei medi e bassi strati.

Questo complesso processo dinamico ha agevolato lo sviluppo di una profonda ciclogenesi a carattere freddo, con un minimo barico al suolo sceso sotto i 995 hpa che si è posizionato sul settore nord-occidentale del mar Nero. Questo ciclone extratropicale, che si è sviluppato sottovento all’estesa saccatura artica che interessa l’Europa orientale, è stato prontamente alimentato, lungo il suo margine occidentale, da impulsi di aria fredda di origine polare continentale che dall’Ucraina nord-orientale scivolavano verso il settore più occidentale del mar Nero, attraverso una sostenuta, a tratti forte, ventilazione da NE e N-NE. Durante l’evoluzione verso levante della depressione la persistenza del fronte occluso, attestato fra la penisola di Crimea e la costa meridionale ucraina, ha prodotto piogge battenti su gran parte dell’Ucraina centro-meridionale, scaricando su questa accumuli pluviometrici davvero significativi. In alcune località si sono registrate cumulate di oltre 50-60 mm in pochissime ore. La situazione più critica si è riscontrata proprio nell’Oblast’ di Odessa dove le forti piogge delle ultime ore hanno creato estesi allagamenti, trasformando strade e sottopassaggi in autentici pantani, totalmente impraticabili per le autovetture.
Ma oltre alle piogge persistenti si sono aggiunti pure i forti e freddi venti da N-NE e Nord, ritornante dell’occlusione, che a causa del fitto “gradiente barico orizzontale” presente lungo il bordo più occidentale della circolazione depressionaria posizionata sul mar Nero hanno raggiungendo l’intensità di burrasca in molti Oblast’ dell’Ucraina centro-meridionale e sulla Crimea, con raffiche che localmente hanno superato di poco la soglia dei 70-80 km/h. Specie nell’Oblast’ di Odessa, che trovandosi ad appena un centinaio di chilometri a nord-ovest dal profondo minimo barico di 995 hpa è stato sferzato dai venti più forti da N-NE e NE, in scivolamento dalle pianure dell’Ucraina orientale. Sulla città di Odessa in serata, durante il passaggio ravvicinato del minimo barico di 995 hpa che è rimasto relegato in mare, sono state registrate raffiche di picco fino a più di 75.6 km/h fra N-NE e Nord.
Ma venti intensi, eccedenti la soglia di burrasca, hanno spazzato pure i restanti Oblast’ dell’Ucraina meridionale, da Dnipropetrovsk fino alla città costiera di Mariupol’, sul mare d’Azov, con raffiche da NE e N-NE fino ad oltre i 70 km/h. Questi venti piuttosto forti, dal quadrante nord-orientale e settentrionale, sono stati attivati anche dalla significativa compressione del “gradiente barico orizzontale”, sul lato occidentale della depressione, determinata dalla contemporanea espansione verso levante, con un cuneo in direzione dell’Austria e dell’Ungheria, del promontorio anticiclonico delle Azzorre. La situazione fortunatamente già dalle prossime ore tenderà a migliorare grazie allo spostamento della depressione extratropicale verso il mar d’Azov e le coste della Russia meridionale. Entro la giornata di domani la circolazione depressionaria dovrebbe iniziare a colmarsi, evolvendosi in un “CUT-OFF”, colmo di aria fredda polare continentale nella media troposfera, che si sposterà verso la regione russa del Don assieme all’annesso fronte, ormai totalmente occluso nei bassi strati, capace di dispensare piogge di debole e moderata intensità.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?