Ricerca: gli animali iridescenti “brillano” per sorprendere i predatori

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Lo sostiene una ricerca condotta dalla University of Lincoln e pubblicata su Biology Letters

Gli animali che hanno una ‘livrea’ iridescente potrebbero aver sviluppato i loro colori sgargianti e luminosi per cogliere di sorpresa i predatori e aumentare cosi’ le loro possibilita’ di scappare. Lo sostiene una ricerca condotta dalla University of Lincoln e pubblicata su Biology Letters. Secondo lo studio britannico, l’iridescenza si e’ evoluta come un modo per confondere i predatori: grazie ai cambiamenti di sfumature e luminosita’, le possibili prede riescono ad ostacolare i loro cacciatori. Nell’esperimento, i ricercatori hanno verificato se questi giochi di luce e colore diminuissero la possibilita’ di essere vittima di predatori. Per farlo, hanno studiato il comportamento di una quaglia giapponese nei confronti di possibili prede che le venivano mostrate su un touchscreen, scoprendo che il volatile impiegava piu’ tempo a catturare animali con sfumature cangianti di colore, rispetto a prede identiche ma senza colorazioni particolari. Gli attacchi contro animali con riflessi diversi erano anche meno accurati. Secondo lo studio, questo lascia intendere che i cambiamenti nel colore e nella luminosita’ causati dal movimento dell’animale ostacoli la capacita’ di un predatore di determinare con precisione la posizione della loro preda. “La mia scoperta – ha detto Thomas Pike, autore dello studio – suggerisce che con colori di interferenza possono essere ottenuti benefici importanti contro i predatori, e cio’ puo’ spiegare perche’ questi sono cosi’ diffusi. Piu’ in generale, questo solleva l’intrigante possibilita’ che cambiare aspetto puo’ essere importante per sfuggire a un predatore, e i colori di interferenza possono essere un caso particolare di questo fenomeno”.