Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, si deve ai ricercatori guidati da Hongjun Song della John Hopkins University
I neuroni sono ‘amanti del rischio’: ‘tagliuzzano’ il loro codice genetico per modificarlo e aggiornare le loro attivita’ tutti i giorni, per tutto il giorno, scardinando uno dei punti fermi della biologia, secondo cui il Dna rimane stabile e immutabile una volta che le cellule hanno raggiunto la maturita’. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, si deve ai ricercatori guidati da Hongjun Song della John Hopkins University. ”Finora si era pensato che una volta che la cellula raggiunge la piena maturazione – spiega Song – il suo Dna rimanesse stabile. Ma con questo studio dimostriamo che alcune cellule modificano il loro Dna tutto il tempo solo per svolgere le attivita’ di routine”. Tale processo di modificazione chimica del Dna e’ chiamato demetilazione, con cui il Dna viene appunto ‘tagliuzzato’ chirurgicamente, lasciandolo esposto a mutazioni. Per questo molte cellule lo usano con moderazione, e principalmente per correggere errori. Il principale lavoro dei neuroni e’ comunicare con altri neuroni attraverso delle connessioni dette sinapsi. Ad ogni sinapsi, un neurone rilascia dei messaggeri chimici che vengono intercettati dai recettori delle proteine del neurone destinatario del messaggio. I neuroni possono regolare il volume della comunicazione aggiustando i livelli di attivita’ dei loro geni per cambiare il numero dei loro messaggeri o recettori sulla superficie. Quando i ricercatori hanno aggiunto vari farmaci ai neuroni, prelevati dal cervello di topi, la loro attivita’ sinattica, cioe’ il volume delle loro comunicazioni, e’ cambiata di conseguenza. Quando aumentava, lo faceva anche l’attivita’ del gene Tet3, che avvia la demetilazione del Dna. Quando calava, dimuiva anche quella del gene. Secondo gli studiosi si tratta di un altro meccanismo usato dai neuroni per mantenere consistente i livelli di attivita’ sinattica, in modo da rimanere reattivi ai segnali che li circondano. ”Se si interrompe l’attivita’ neurale – continua Song – i neuroni ‘aumentano’ il loro volume per cercare di tornare ai normali livelli e viceversa”


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