Rivoluzione antropologica: web nel Dna ed ecologisti convinti, ecco l’identikit dei nuovi adolescenti

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Nati dopo il Duemila la nuova generazione degli adolescenti ha tratti ben precisi:  “maniaci” del web , “drogati” di Hi- tech, ma gli esperti affermano che sono più capaci ed indipendenti

L’hanno chiamata “Generazione Z”, nome ideato ad hoc per loro dal sociologo Neil Howe.  Zeta, come a significare la fine di un qualcosa, di un’epoca, quella dove il mondo ancora non era virtuale ed hi-tech. Sono nati dopo il 2000 e sono gli adolescenti di oggi: schiavi del web, per alcuni con la vita fin troppo facile ed estremamente viziati ma in realtà, nati sotto la cattiva stella di una società ormai alla deriva fatta di crisi, corruzione, precarietà, ipotecati da un debito di migliaia di euro sulle loro teste. L’identikit tracciato dai sociologi circa il nuovo esercito dei teens non è poi così tragico, anzi, sarebbero molto più svegli, attivi e capaci di affrontare il mondo con le proprie gambe. Per loro la vita digitale non è diversa da quella reale, costruiscono i rapporti prima virtualmente e non sempre personalmente, si nutrono di ogni cosa che inizi per I come di I-pod, I-phone e company. In Italia gli “Zeta” sono circa un milione e mezzo come riporta il quotidiano La Repubblica di stamani. Ma è inutile cercare di capire chi sono e chi saranno domani: del resto i più anziani fra gli Zeta hanno appena 15 anni e dunque si stanno affacciando proprio ora all’adolescenza. “Di questa Generazione Z  si sa ancora poco” ha dichiarato  anche il demografo Alessandro Rosina, uno dei massimi esperti della tematica  ma alcuni tratti sono già evidenti. Sono i primi adolescenti ad avere genitori con competenze digitali, a poter comunicare con lo stesso linguaggio”.

adolescenti-dipendenza-smartphone-madima.altervista Infatti, la generazione precedente, quelli che i sociologi hanno definito i “Millennial”, ovvero quelli che sono diventati adolescenti a cavallo del nuovo millennio, non avrebbe mai potuto immaginare di colloquiare tecnologicamente con i propri genitori, del tutto ignari  di questo mondo fatto di sms, cellulari, internet e computer. Ora per la generazione Zeta non è proprio così; devono vedersela con i genitori (Millenial)  che sono anch’essi esperti di tecnologia che consumano in abbondanza e con quotidianeità. Devono dunque sapersi gestire dinnanzi ai genitori che osservano i loro profili facebook,  instagram, twitter ecc..  Ma sono anche la prima generazione di bambini italiani a contatto, in tutto e per tutto, con coetanei immigrati, con cui hanno imparato a convivere fin dalla tenera infanzia. Sono dunque più multicultural, amanti dell’etnie, meno razzisti quindi e più aperti verso lo straniero, anzi ne sono addirittura affascinati in modo maggiore rispetto alla loro cultura di appartenenza ovvero quelle italiana che quasi snobbano considerandola “retrò”, per dedicarsi, atteggiarsi ed adottare lo stile multietnico ed internazionale a cui si ispirano.

adolescenti pc computer«Li caratterizza una estrema velocità, la capacità di confrontarsi con altre culture, l’autoproduzione del sapere attraverso la Rete. Sono spinti precocemente a fare da soli, e faticano a riconoscere l’autorità. Con non pochi problemi, ad esempio, sul fronte scolastico». A quanto dunque affermano gli esperti, la nuova generazione Z sarebbe ben lontana dall’essere identificata come l’esercito dei bamboccioni del futuro. Anzi, tutt’altro: sono molto più attivi e promettenti, abituati a cavarsela da soli (spesso anche in casa in cui da piccolissimi sono abituati a vestirsi, prepararsi la colazione o i pasti per cercare di andare incontro all’esigenze dei genitori che lavorano). Qual è l’altra faccia della medaglia però? E’ che sono maggiormente “allo sbaraglio”, crescono in fretta, questo si, ma proprio per questa frenesia a cui sono abituati è più facile che siano esposti a maggiori rischi, in primis quello della rete. Se la tv era additata come la nemica numero uno per la generazione precedente, oggi il pericolo è molto più vicino e silenzioso della scatola animata, e si nasconde proprio negli zaini dei propri figli: smartphone e tablet che permettono una connessione h24, esponendoli dunque a tutto ed a tutti in modo continuo. «Perché la Tv — mette in guardia Rosina — può diffondere messaggi sbagliati, ma oltre lo smartphone c’è un ignoto ancor più rischioso».

Ma del resto non si può dare di certo la colpa al fatto che siano nati in questa era, e cosa ci si potrebbe aspettare da un adolescente che cresce vedendo la madre che messaggia al cellulare  mentre cucina, oppure che la sera sta ore ed ore davanti al monitor del pc magari portandolo a letto e chatta prima di addormentarsi, o il padre che guarda le partite sull’I- pad anche in macchina mentre guida?