Rosacea: solo uno su dieci si rivolge al medico, info utili

Circa il 7-8% della popolazione adulta ne soffre, e per l’andamento cronico degenerativo e per le significative implicazioni psicologiche e’ bene non sottovalutarla, consultando il medico tempestivamente

Molti la confondono con la couperose, ma il nome corretto e’ rosacea, una malattia infiammatoria della pelle che colpisce soprattutto le aree centrali del viso, come le guance il naso e le palpebre. Si presenta con rossore, eritema persistente, pustole, capillari superficiali, pelle del viso secca. Per le sue caratteristiche, per l’andamento cronico degenerativo e per le significative implicazioni psicologiche e’ bene non sottovalutarla. In Italia sono 3.200.000 le persone colpite da rosacea, circa il 7-8% della popolazione adulta. La malattia e’ sottovalutata e solo 1 persona su 10 si rivolge al medico e ottiene una diagnosi. “La maggior parte delle persone e’ convinta che il rossore sia una caratteristica naturale della propria pelle. Al contrario, la rosacea e’ una malattia e in quanto tale va diagnosticata e curata – afferma Giampiero Girolomoni, Presidente SIDeMaST, Societa’ Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse -. La rosacea acquisisce la dignita’ di malattia solo nella sua manifestazione piu’ conclamata quando papule, pustole e ispessimento della pelle hanno gia’ aggravato le condizioni del paziente, mentre il semplice rossore viene ignorato. Invece di risolvere il problema alla radice, le persone affette da rosacea cercano di camuffare l’infiammazione cutanea con l’impiego di cosmetici che, contenendo alcool o profumo, peggiorano la condizione della pelle aumentandone l’infiammazione e l’irritazione; la rosacea e’ una malattia e come tale va trattata. Oggi esistono tanti rimedi che possono migliorare questa condizione ma, se non curata la rosacea si aggrava e dalle forme piu’ lievi si passa a quelle piu’ gravi”.

acne-rosacea-pustole-con-pusLe cause della rosacea non sono ancora completamente chiare, si sa che l’infiammazione e’ alla base di questa patologia e diversi trattamenti possono migliorare la condizione clinica dei pazienti. Con l’intento di produrre un documento condivisibile in ambito scientifico, un gruppo di esperti dermatologi ha messo a punto le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea con focus sulle opzioni terapeutiche piu’ efficaci, presentate in occasione del 90° Congresso Nazionale SIDeMaST, Societa’ Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse. Le Raccomandazioni sulla Gestione della Rosacea sono state redatte con il patrocinio di SIDeMaST e ADOI, Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani, e con il contributo incondizionato di Galderma. “In Italia, SOLO una persona su 10 riceve una diagnosi ufficiale. Si tratta infatti di una malattia complessa, che si puo’ presentare con una varieta’ di manifestazioni cliniche differenti e spesso comuni ad altre patologie – dichiara Giuseppe Monfrecola, Universita’ degli Studi di Napoli Federico II -. Al suo stadio iniziale e’ infatti spesso confusa con la couperose. L’arrossamento della cute causa un profondo stress emotivo in chi ne e’ affetto. Una recente indagine sulla percezione globale dell’arrossamento del viso associate a rosacea ha dimostrato come questa condizione influenza in maniera negativa la sfera emotiva e sociale dell’individuo. Ne e’ risultato che la persona con rosacea e’ fortemente condizionata a livello emotivo: prova imbarazzo per il giudizio altrui (58%), sul luogo di lavoro si sente imbarazzato nei rapporti con i propri colleghi (32%), ha una minore sicurezza nell’affrontare colloqui di lavoro (27%). Nei rapporti sociali prova imbarazzo per il giudizio di famigliari o amici (23%), e’ a disagio nel fare nuovi incontri (33%) ed e’ imbarazzata per il giudizio del proprio compagno/a (25%)”. “Negli ultimi anni la ricerca dermatologica ha condotto ad una migliore comprensione dei meccanismi correlati alle manifestazioni cliniche della rosacea – conclude Giuseppe Micali, Universita’ di Catania -. Cio’ ha anche consentito l’elaborazione e l’introduzione sul mercato di nuovi e validi trattamenti che, se utilizzati in tempo e in maniera appropriata, sono in grado di tenere sotto controllo segni e sintomi della malattia. Oltre ai farmaci gia’ disponibili, tra cui la brimonidina tartrato, una nuova prospettiva terapeutica potrebbe arrivare dall’ivermectina, la molecola che in fase di studio ha mostrato ottimi risultati. Per questo motivo e’ indispensabile che il paziente, a fronte di sintomi riconducibili alla rosacea, si rechi tempestivamente dal dermatologo di fiducia”.