Salute, esperti: più attenzione alla vaccinazione degli anziani

In Italia oltre 1 italiano su 5 è anziano e, questi, rappresentano i soggetti più a rischio per via dell’influenza

L’Italia e’ uno dei paesi “piu’ vecchi del mondo” ed per questo che bisognerebbe porre piu’ attenzione alla vaccinazione rivolta agli anziani. E’ questo il messaggio principale lanciato oggi al ministero della salute, nel corso del convegno “La longevita’ nasce dalla prevenzione. Il contributo della vaccinazione per la salute dell’anziano”, promosso da Italia Longeva, la rete nazionale di ricerca sull’invecchiamento e la longevita’ attiva. In Italia oltre 1 italiano su 5 e’ anziano e, questi, rappresentano i soggetti piu’ a rischio per via dell’influenza. Sono infatti circa 8.000 all’anno i decessi correlabili all’influenza, di cui l’80 per cento e’ rappresentato da anziani. “La vaccinazione rimane lo strumento piu’ efficace per la prevenzione delle malattie infettive”, ha detto Walter Ricciardi, professore di Igiene dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “E’ pertanto importante combattere le resistenze ideologiche – ha continuato – e fare corretta informazione ai cittadini, sottolineando che la vaccinazione rappresenta una risorsa, non una minaccia, che contribuisce a guadagnare anni in buona salute. I malintesi comunicativi concorrono a determinare un calo delle vaccinazioni, osservabile ad esempio nel caso della vaccinazione anti-influenzale, mai cosi’ bassa come negli ultimi anni (-20-30 per cento).

Nonostante il peso delle malattie infettive sulla popolazione anziana, “la vaccinazione per questo target non e’ considerata – ha detto Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – un intervento sanitario di routine e risulta fortemente sottoutilizzata. Basti pensare che nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2014, a fronte di un’offerta articolata per l’infanzia e l’adolescenza, vi e’ un’unica vaccinazione, quella anti-influenzale, raccomandata per gli ultra 65enni”. Eppure, “con coperture vaccinali piu’ alte o con un abbassamento della soglia d’eta’ da 65 a 60 anni- ha detto Francesco Mennini, professore di Economia Sanitaria dell’Universita’ di Roma Tor Vergata – si potrebbero risparmiare centinaia di milioni di euro all’anno. Raggiungendo, ad esempio, un tasso di copertura vaccinale per l’influenza del 75 per cento, e’ stato stimato che in Europa si potrebbero risparmiare 35.000 vite e 438 milioni di euro ogni anno”.