A farne maggiormente le spese è chi pratica sport di resistenza, sopratutto i maratoneti
Un dolore intenso causato da un muscolo che si è bloccato per uno spasmo. E’ il crampo, un’involontaria e dolorosa contrazione di un muscolo che non si rilassa, che colpisce con più frequenza i muscoli del polpaccio e i posteriori della coscia. A farne maggiormente le spese è chi pratica sport di resistenza, sopratutto i maratoneti. Chris Wright è uno di questi e nel suo blog su ‘The Guardian’ ha indagato le cause, ancora non del tutto chiarite, che scatenano i crampi. “Ci sono due teorie, una riguarda gli elettroliti e la disidratazione che avviene durante lo sforzo fisico – spiega Wright – la seconda è legata a problemi di condizione fisica e su questa si può intervenire in anticipo. In entrambi i casi però si può fare qualcosa”. Secondo Wright, una delle cause principali del blocco improvviso dei muscoli “accade quando si spinge il proprio corpo troppo in là, oltre i limiti – osserva il maratoneta – non si segue il ritmo gara a cui si è abituati e alla fine si fa scattare l’interruttore dei crampi. Per questo c’è una soluzione: allenarsi di più è in maniera migliore”. Ma per chi è già molto preparato il rischio-crampi può nascondersi nella disidratazione, quando per il caldo eccessivo si perdono importanti quantità di minerali come il sodio, il calcio, il potassio e il magnesio. “Nell’insorgenza del crampo sono coinvolti il sodio e il potassio – sottolinea Wright – quindi chi suda molto è più soggetto alle contrazioni spasmodiche dolorose. Ma attraverso un test si può scoprire quanta percentuale di sodio si perde durante un’ora l’allenamento. In chi fa sport c’è una variazione che può andare da 230 milligrammi a 1,7 grammi”. Questi dati, uniti a un’alimentazione più equilibrata e una maggiore attenzione alle metodiche di preparazione possono aiutare a combattere i crampi e finire una maratona senza nessun problema.


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