Samantha Cristoforetti inizia il countdown, previsto il 14 maggio il rientro sulla Terra

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La missione dell’astronauta italiana si concluderà il prossimo 14 maggio, quando sarà chiamata a salire a bordo della Soyuz per tornare con i piedi per Terra

cristoforetti”Mi rimangono solo 42 giorni sulla Stazione spaziale internazionale! Se sembro un po’ triste nel dirlo, e’ perche’ lo sono”. Cosi’ Samantha Cristoforetti inizia il malinconico conto alla rovescia dei giorni che le restano da trascorrere in orbita. La missione dell’astronauta italiana si concludera’ infatti il prossimo 14 maggio, quando sara’ chiamata a salire a bordo della Soyuz per tornare con i piedi per Terra: ”A meno che non mi nasconda veramente bene”, scrive scherzosamente sul blog Avamposto 42 dedicato alla Missione Futura dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). Il post e’ anche l’occasione per fare il punto sugli avvenimenti che hanno animato la stazione spaziale nelle ultime settimane: primo fra tutti, il passaggio di consegne dalla Spedizione 42 alla Spedizione 43, con il cambio di meta’ dell’equipaggio a bordo. ”E’ stato duro vedere Sasha, Butch ed Elena partire dopo essere stati cosi’ vicini per quattro mesi, e ci siamo preoccupati un po’ quando le comunicazioni con la loro Soyuz si sono perse durante l’accensione del motore, cosa piuttosto inaspettata. Quindi – aggiunge Samantha – siamo stati felici di apprendere da Mosca che le squadre di ricerca e soccorso avevano stabilito il contatto con la capsula, e ancora piu’ felici di vedere le facce sorridenti dei nostri amici mentre facevano i primi respiri di aria fresca in Kazakistan”. Per un paio di settimane ”la Stazione spaziale e’ sembrata quasi piu’ grande del solito”, ma poi l’arrivo dei tre nuovi astronauti Scott Kelly, Gennady Padalka e Mikhail Kornienko, ha portato nuova linfa vitale all’equipaggio: ”Ci hanno raggiunti la settimana scorsa e hanno unito al mix le loro personalita’ per creare la nuova dinamica della Spedizione 43”. ”E’ un’opportunita’ cosi’ preziosa far parte di due diversi equipaggi – sottolinea Cristoforetti – alla fine sono le interazioni umane che determinano la nostra esperienza quassu’, quindi in un certo senso e’ come avere due missioni spaziali invece di una”.