E’ una malattia autoimmune sistemica ovvero una malattia infiammatoria cronica, la cui causa è sconosciuta
Il Lupus Eritematoso Sistemico è poco conosciuto, ma è molto pericoloso: in assenza di una diagnosi precoce e di un adeguato trattamento si assiste ad un rapido deterioramento delle funzionalità degli organi ed in particolare per quanto riguarda il rene può comportare danno irreversibile fino alla dialisi. In Italia ne soffrono circa 30mila persone, un esercito in prevalenza composto da giovani donne, in rapporto di 9 a 1 rispetto agli uomini. E’ una malattia autoimmune sistemica ovvero una malattia infiammatoria cronica, la cui causa è sconosciuta, legata ad un’alterazione del sistema immunitario che danneggia in maniera anomala i propri organi ed apparati. Vi è una predisposizione genetica ad ammalarsi. Se n’è parlato a Bologna durante l’apertura del 28.mo Congresso nazionale della SIAAIC, Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica, sino a sabato a Bologna, presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi.
“Negli ultimi anni grazie alle diagnosi sempre più precoci – spiega Amato De Paulis, professore associato di Medicina Interna e Direttore della Sezione della Malattie Autoimmuni dell’Università di Napoli Federico II – la prognosi è migliorata e la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 95%. In altri casi, la malattia può avere un esordio più subdolo colpendo sin dalle sue fasi iniziali altri organi (polmone, cuore, tubo digerente) presentandosi con affanno, dolore toracico o dolori addominali (pleurite, pericardite e/o peritonite)”. “Nel 2013, dopo oltre 50 anni un nuovo farmaco ha ottenuto indicazione specifica per il LES – prosegue il prof. De Paulis – Si tratta del Belimumab, un anticorpo monoclonale, che agisce sul controllo dei linfociti implicati nella potente reazione autoimmune che provoca danno agli organi e ai tessuti del corpo. Questo farmaco è in grado di ridurre la sopravvivenza dei linfociti B e quindi la produzione degli anticorpi diretti contro gli stessi organi del paziente. Durante il congresso di Bologna saranno illustrati i risultati dell’introduzione di questo nuovo farmaco nella pratica clinica e l’impatto che ha avuto sul miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti”.


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