La Sea Shepherd salva equipaggio sospettato di pesca illegale: “Situazione incredibilmente sospetta” [VIDEO]

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Il capitano che avrebbe “preferito che le prove a bordo finissero in fondo all’oceano che nel porto con lui”

salvataggio sea shepherdAttivisti di Sea Shepherd hanno salvato l’equipaggio di un peschereccio nigeriano che stava affondando nelle acque di Sao Tome e Principe, al largo delle coste dell’Africa occidentale, dopo averlo a lungo inseguito perche’ sospettato di pesce illegale. Le due navi del gruppo ambientalista, Bob Barker e Sam Simon, hanno recuperato 40 uomini della Thunder, esprimendo pero’ dubbi che l’incidente al peschereccio sia stato provocato per eliminare prove incriminanti. “E’ una situazione incredibilmente sospetta, per usare un eufemismo”, ha affermato il capitano della Bob Barker, Peter Hammarstedt, raccontando che “quando il mio ingegnere capo e’ salito a bordo, ha confermato che c’erano chiari segni che il peschereccio era stato intenzionalmente sabotato”. La nave infatti aveva “porte e portelloni bloccati aperti e la stiva aperta”. In un video girato dagli attivisti si vede la nave che affonda ore dopo aver lanciato l’allarme nel pomeriggio di lunedi’. Un salvataggio che non e’ stato accolto bene dal capitano che ha protestato, applaudendo mentre il peschereccio veniva inghiottito dalle acque. “Abbiamo inseguito il Thunder per 110 giorni – ha sottolineato Hammarstedt – e penso che semplicemente abbiano finito il carburante”. Da qui, la scelta del capitano che avrebbe “preferito che le prove a bordo finissero in fondo all’oceano che nel porto con lui”. Il peschereccio era sulla lista della Conservation of Antarctic Marine Living Resources (Ccamlr), sospettato di pesca illegale di specie rare in Antartide.