Si indebolisconogli Alisei, arrivano i “westerly wind bursts” e crescono le quotazioni di “El Niño” entro Agosto

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“El Niño” continua a crescere sul Pacifico equatoriale, entro Agosto potrebbe entrare in fase moderata condizionando la stagione degli uragani in Atlantico

L’emergere del fenomeno di “El Niño” sta cominciando a suscitare l’attenzione di tutte le agenzie meteorologiche dei paesi che si affacciano sull’oceano Pacifico, ma non solo. Fra questi una particolare preoccupazione sta sorgendo fra i meteorologi e climatologi australiani. Secondo gli ultimi dati del Bureau of Meteorology australiano, il prestigioso servizio meteorologico australiano, le probabilità che il fenomeno “El Niño” possa ulteriormente rafforzarsi nel corso del 2015 sono aumentate. Le temperature nell’oceano Pacifico continuano ad essere più alte della media, mentre gli Alisei lungo la fascia tropicale soffiano con meno intensità della norma e tutti i modelli suggeriscono che il riscaldamento dell’oceano continuerà ad aumentare, provocando un conseguente indebolimento di questi venti fra il tropico e l’equatore.

gl_sst_mm (1)Ciò si potrebbe tradurre in un sensibile aumento delle fasi siccitose su buona parte del continente australiano e sull’arcipelago indonesiano. In merito alle ultime prospettive previsionali il tracker ENSO del Bureau of Meteorology è stato innalzato al livello di ALERT, indicando almeno il 70% di possibilità che il fenomeno si verifichi quest’anno. Tutti i modelli internazionali monitorati dal Bureau indicano che la soglia indicativa del fenomeno verrà raggiunta a Giugno, mentre entro Agosto “El Niño” potrebbe essere moderato, presentando anomalie di oltre +1.0°C sul Pacifico equatoriale. La progressione del fenomeno però rimane lenta. Ma nonostante le incertezze già a partire dalle prossime settimane, l’ulteriore riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centro-orientale dovrebbe incentivare un indebolimento degli Alisei sul Pacifico orientale, in accordo con l’andamento dell’”Equatoriale Southern Oscillation Index” che prevede un allentamento del flusso degli Alisei.

El-Nino-1997Questo graduale riscaldamento delle acque superficiali oceaniche sta avendo le sue prime conseguenze climatiche lungo l’oceano Pacifico. Già su alcune aree del Pacifico centro-orientale equatoriale i venti Alisei si sono un po’ indeboliti. Inoltre su Papua Nuova Guinea e sui mari limitrofi, circondati da migliaia di isole e atolli, l’intensa attività convettiva, che origina i forti temporali equatoriali che si sviluppano lungo la linea dell’ITCZ, si è leggermente indebolita nel corso dell’ultima settimana, segno che sta per crescere sul Pacifico equatoriale. Inoltre, con l’indebolimento degli Alisei e il rinforzo dei “westerly wind bursts” sul Pacifico occidentale, in concomitanza con il passaggio della parte più attiva della “MJO”, si potrebbero venire a creare le situazioni ideali per la nascita e la formazione di singoli quanto intensi cicloni tropicali. In particolare sul Pacifico nord-occidentale, dove già entro le prossime settimane si potrebbero vedere il passaggio di ciclone tropicali che potrebbero rappresentare una minaccia per le isole Marianne, Guam e Filippine.

Schema di "El Nino" sul Pacifico settentrionale
Schema di “El Nino” sul Pacifico settentrionale

Intanto di certo c’è che il debole evento di “El Niño” in corso sul Pacifico orientale condizionerà pesantemente la ventura stagione degli uragani sull’Atlantico tropicale, con una sensibile riduzione delle tempeste. “El Niño” comporta una drastica riduzione degli uragani e delle tempeste tropicali sull’oceano Atlantico a causa del rafforzamento dei venti alle quote superiori che inaspriranno il “Wind Shear positivo”, inibendo così l’attività delle ciclogenesi tropicali fra l’Atlantico sub-equatoriale e l’area caraibica. Nel tipico pattern atmosferico di “El Niño” lo sviluppo di una vasta circolazione depressionaria sul Pacifico settentrionale provoca una notevole intensificazione del “getto polare” e del “getto sub-tropicale” che subiscono periodiche accelerazioni, con frequenti “Jet Streaks” che dal Pacifico si muovono in direzione dell’Atlantico settentrionale, creando un ambiente non certo favorevole alla formazione dei cicloni tropicali.

ep_sst_mmPer quel che concerne le anomalie termiche delle acque superficiali dell’oceano Atlantico si nota come nel settore più orientale dell’Atlantico tropicale, davanti le coste dell’Africa occidentale, le acque oceaniche risultino un po’ più fresche della norma, mentre sul settore più occidentale e sull’area dei Caraibi le temperature siano relativamente in linea con le medie. Questo raffreddamento delle acque superficiali dell’Atlantico tropicale orientale è da attribuire alla prolungata fase di NAO (North Atlantic Oscillation) positiva dal Novembre 2014. Una fase positiva della NAO si associa ad un rafforzamento dell’alta pressione sub-tropicale delle Azzorre e ad una notevole intensificazione del flusso degli Alisei di NE su tutto l’Atlantico tropicale settentrionale.

sst-mar2015L’azione costante degli Alisei di NE, che spirano lungo l’Atlantico tropicale, crea un costante “Upwelling”, con un importante rimescolamento delle acque che tende a raffreddare la superficie oceanica. Quando sull’Atlantico tropicale prevalgono anomalie termiche negative, seppure di poco, è altamente probabili attendersi una stagione degli uragani alquanto debole o non particolarmente intensa.