Spazio: oggi la partenza di “Dragon”, tonnellate di rifornimenti ed esperimenti verso la ISS

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Con il supporto di Terry Virts, sarà proprio Samantha Cristoforetti ad azionare e manovrare dalla Cupola il braccio robotico di quasi 18 metri della Stazione per raggiungere e “catturare” Dragon

Parte oggi, alle 22.33 (ora italiana) da Cape Canaveral, la capsula Dragon di SpaceX con il vettore Falcon 9, alla volta della Stazione Spaziale Internazionale. A bordo più di due tonnellate di rifornimenti ed esperimenti, tra cui tre dei dieci progetti scientifici selezionati dall’ASI per la missione Futura. La navicella arriverà sulla ISS mercoledì e verrà agganciata al Nodo 2 “Harmony”. Con il supporto di Terry Virts della Nasa, sarà proprio la nostra Samantha Cristoforetti, astronauta dell’ESA e capitano pilota dell’Aeronautica Militare, ad azionare e manovrare dalla Cupola il braccio robotico di quasi 18 metri della Stazione per raggiungere e “catturare” Dragon. Questo è il settimo viaggio della capsula verso la ISS: dopo circa 5 settimane sulla Stazione, Dragon tornerà sulla Terra con un carico di materiali dell’equipaggio, hardware ed esperimenti scientifici. Uno dei tre esperimenti italiani a bordo di Dragon è Cell Shape and Expression (Cytospace). Realizzato dalla Kayser Italia e dal Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare dell’Università La Sapienza di Roma, è un esperimento di biologia che ha l’obiettivo di definire un modello in grado di descrivere l’influenza del fattore fisico microgravità sull’espressione genica, influenza che si esercita attraverso la modificazione della forma cellulare.

isspressoA bordo di Dragon, anche ISSpresso, un prodotto interamente italiano, realizzato da Argotec con il supporto di Lavazza e in partenariato con l’ASI: non si tratta di una semplice “macchinetta del caffè”, quanto di un complesso esperimento di fisica dei fluidi che impiega un dimostratore tecnologico estremamente sofisticato per validare un sistema in grado di garantire la difficile gestione in un ambiente Spaziale di liquidi ad alta pressione e alta temperatura. Il terzo esperimento italiano in partenza oggi è Nanoparticles and Osteoporosis (Nato) e riguarda la ricerca sulla osteoporosi, una malattia scheletrica multifattoriale che può essere correlata a diversi fattori di rischio. Il progetto è stato realizzato dal Dipartimento di Medicina Molecolare, Unità di Biochimica, Laboratorio di Nanotecnologie, dell’Università di Pavia, dal Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Farmacia, dell’Università di Milano, dall’Istituto di Cristallografia del CNR e dalla Kayser Italia ed ha l’obiettivo di verificare l’efficacia dell’impiego di alcune nanoparticelle sulle cellule ossee come contromisura per attivare la formazione di tessuto osseo e ridurne il processo di riassorbimento.