Spazio: un “nuovo scenario per l’Europa” dalla stazione spaziale russa

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Nel frattempo la Cina sta costruendo la sua stazione spaziale, mentre gli Stati Uniti non pensano a realizzarne una e con il programma Orion stanno pensando a viaggi verso gli asteroidi o la Luna

L’intenzione della Russia di costruire una stazione spaziale autonoma entro il 2023 potrebbe aprire uno scenario completamente nuovo per l’Europa. E’ questo il commento del presidente dell’Agenzia spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston, alle dichiarazioni fatte oggi dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, nella ‘linea diretta’ con il Paese. ”I Russi – ha detto Battiston – hanno ristrutturato in modo forte e complessivo tutta la parte dello spazio: e’ una macchina ben controllata anche a livello politico ed hanno la tecnologia necessaria a realizzarla”. Basti pensare, ha aggiunto, che il cuore della Stazione spaziale Internazionale e’ russo e che in precedenza c’e’ stata la lunga esperienza della Mir, attiva dal 1986 al 2001, e prima ancora con le Salyut, realizzate fra il 1971 e il 1986.

La decisione russa, secondo Battiston, si inserisce in un quadro internazionale in decisa trasformazione e nel quale, per esempio, nelle attivita’ spaziali degli Stati Uniti si assiste ad uno spostamento verso i privati. L’Europa, dal canto suo, ”deve capire come intende procedere sull’esplorazione spaziale umana”, ha rilevato il presidente dell’Asi. ”La Stazione spaziale Internazionale e’ un avamposto dell’uomo nello spazio – ha aggiunto – e dobbiamo considerare che per il 2020, i per il 2024, e’ plausibile che venga abbandonata perche’ non vale piu’ la pena mantenerla. A quel punto che cosa accadra’?”. Nel frattempo la Cina sta costruendo la sua stazione spaziale, mentre gli Stati Uniti non pensano a realizzarne una e con il programma Orion stanno pensando a viaggi verso gli asteroidi o la Luna. Si disegnerebbe cosi’ uno ”scenario paradossale”, secondo Battiston, nel quale Europa e Stati Uniti non avrebbero un avamposto nello spazio.