Oltre ad iniziare con largo anticipo sulla normale tabella di marcia, causa il passaggio della parte più attiva della “MJO”, la stagione dei tifoni sta iniziando a sfornare i primi mostri di stagione. Nelle ultime 24 ore il tifone “Maysak” ha subito un impressionante intensificazione, tanto da divenire in poche ore un mostruoso super-tifone di 5^ categoria, sull’ormai nota scala della Saffir-Simpson. Al momento il ciclone tropicale è caratterizzato da un “gradiente barico orizzontale” impressionante. La circolazione ciclonica tropicale, transitando sopra una vasta aerea di acque calde, con valori prossimi ai +30°C che si estendono a grande profondità, in una zona con basso “Wind Shear”, si è notevolmente approfondita, strutturandosi in un ampio e imponente super-tifone che ora sta spazzando con grande violenza una larga fetta del Pacifico occidentale, nel tratto a ridosso degli atolli della Micronesia. L’ingente quantità di calore latente fornito dalle caldissime acque superficiali, nel tratto di oceano a nord di Papua Nuova Guinea, ha rapidamente intensificato la già profonda attività convettiva su tutti i lati della tempesta, comportando un notevole approfondimento del processo di “autoalimentazione” che ha sensibilmente potenziato “Maysak”, trasformandolo in un pericoloso super-tifone di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti davvero molto violenti, che hanno raggiunto la fatidica soglia dei 250-260 km/h, nell’area attorno l’occhio centrale.
Questi venti davvero violentissimi, che spirano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico da capogiro, pur essendo limitati ad un’area abbastanza ristretta, attorno il nucleo centrale del super-tifone, stanno contribuendo a sollevare un imponente moto ondoso, molto confuso (onde da più direzioni tipiche dentro i cicloni tropicali dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici) e duro da navigare, con lo sviluppo di grandi onde di “mare vivo”, capaci di raggiungere anche i 9-10 metri di altezza. Alcune di queste grandi onde, uscendo dall’area perturbata, tenderanno a propagarsi sotto forma di immense onde lunghe verso tutto il settore più meridionale del mar delle Filippine, determinando potenti mareggiate lungo le coste di molte isole e sulle scogliere coralline dei piccoli atolli che compongono lo stato federale insulare della Micronesia, dove andranno a rompersi onde davvero imponenti, alte anche più di 7-8 metri. L’enorme mole di calore latente risucchiato da “Maysak”, durante il suo passaggio nel tratto di oceano poco a sud degli atolli della Micronesia, ha consentito, in modo abbastanza rapido, lo sviluppo di micidiali bande nuvolose spiraliformi che si sono velocemente compattate in un’unica muraglia di nubi torreggianti imponenti, con top di oltre i 15-16 km.
L’esplosione dell’attività convettiva attorno il nucleo centrale ha liberato una stupefacente quantità di energia che è stata in grado di “autoalimentare” il già potente ciclone, rafforzandolo sensibilmente, dalla 3^ alla 5^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi e vorticosi, ad oltre i 240-250 km/h nell’area che circonda il profondissimo occhio centrale, circondato dall’imponente muraglia nuvolosa. “Maysak” è diventato un super-tifone pur essendo collocato ad una latitudine piuttosto bassa, attorno gli 11° di latitudine nord. Sovente i tifoni e gli uragani prendono forma ad una distanza di circa 10° o più dall‘equatore geografico, in modo che l‘effetto di Coriolis sia sufficiente per imprimere una maggior rotazione al ciclone e rafforzarlo ulteriormente con l‘incremento dell‘azione centrifuga. Eppure per questo tratto di oceano Pacifico non è una novità, osservare tifoni così potenti muoversi a latitudini insolitamente basse, nel tratto a nord di Papua Nuova Guinea.
Solo nel 2012, il super-tifone “Bopha” si origino intorno ai 7.4° di latitudine nord. Durante il sensibile approfondimento all’interno è stato possibile osservare anche l’affascinante fenomeno del “PinWheel Eye”, ossia dei piccoli vortici a mesoscala presenti all’interno dell’occhio centrale del ciclone tropicale e che presentano uno spiccato moto rotatorio nello stesso senso dell’occhio principale. Solitamente i “PinWheel Eye” si osservano solo all’interno dei cicloni tropicali più profondi, sovente quelli di 4^ e 5^ categoria Saffir-Simpson, dotati di una forza centrifuga molto potente. Lo sviluppo dei “PinWheel Eye” all’interno di un profondo ciclone tropicale segnala la formazione di fortissimi “gradienti di vorticità” localizzati lungo i lati dell’occhio centrale. Queste forti differenze di vorticità, che si riscontrano durante la fase di approfondimento dei cicloni più intensi, favoriscono la nascita di questi piccoli vortici secondari dentro l’occhio della profondissima depressione tropicale.
In queste ore il bordo meridionale di “Maysak” è appena passato sugli atolli più settentrionali dello stato insulare della Micronesia, portando forti rovesci di pioggia e venti piuttosto forti, dapprima da NO e O-NO, in successiva rotazione da Ovest, SO e S-SO, con punte di ben oltre i 100-130 km/h sulle isole più settentrionali. Sull’isola di Yap, appena lambita dal bordo più meridionale, si sono scatenate delle forti burrasche, con forti venti da Ovest, O-SO e S-SO, che hanno raggiunto i 78 km/h, accompagnandosi a forti rovesci di pioggia resi semi/orizzontali dal forte vento. Per fortuna ora “Maysak” si allontana spedito verso il mar delle Filippine, lasciando definitivamente gli atolli della Micronesia, interessati in queste ore dalla sostenuta ventilazione da S-SO e Sud, che segue la lunga coda del super-tifone. Ora il mostro comincia a fare molta paura, rappresentando una gravissima minaccia per l’isola filippina di Luzon che nel pomeriggio di sabato rischia di fare i conti con il “landfall”.
“Maysak”, entro sabato sera, con tutto il suo immenso carico di piogge torrenziali e di venti molto forti, dovrebbe impattare su Luzon, allo status di tifone di 2^ categoria, scaricando su queste precipitazioni di carattere torrenziale che potranno determinare “Flash floods”, smottamenti e colate di fango sui versanti orientali e settentrionali dell’isola. L’unico freno alla forza di “Maysak” sarà rappresentato da un ciclo di sostituzione dell’occhio centrale e dall’arrivo di aria più secca in quota, poco prima del suo impatto sulle coste orientali di Luzon, che sarà in grado di indebolire, in modo anche notevole, il tifone alla 2^ categoria Saffir-Simpson. Nonostante l’indebolimento la tempesta rischia, purtroppo, di causare gravi danni, con imponenti inondazioni, su buona parte delle città e dei villaggi di Luzon. Questo perché malgrado l’indebolimento la circolazione ciclonica tropicale riuscirà conservare attorno al proprio nucleo centrale una consistente quantità di vapore acqueo tropicale che sarà causa di precipitazioni di carattere torrenziale su diverse aree di Luzon.


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