Tecnologia, la nuova sfida è per realizzare la batteria che non si esaurisce mai

La pecca del mondo Hi-tech è da sempre la durata della batteria dei dispositivi: ma, a breve anche l'”assenza di carica” resterà un brutto ricordo. La sfida è già aperta fra i colossi Google, Apple e Samsung

Se si pensa che vivere senza gli aggeggi tecnologici come smatphones, computer da polso, auto elettriche sia impossibile, si sbaglia: è più opportuno infatti ammettere che non si potrebbe vivere senza la “batteria” che sta alla base della funzionalità di ognuno dei dispositivi di cui tanto non si riesce a fare a meno. A detta degli esperti, l’unica pecca dello sviluppo tecnologico si lega proprio a questo punto: la batteria.  Ecco perché è già scattata da tempo, fra i diversi team di ricercatori, la creazione della “batteria immortale”, la pila del domani che potrà finalmente debellare il panico da “poca carica”.  Se fino a ieri, i colossi dell’Hi-Tech si occupavano di tutto fuorchè della batteria, visto solo come un componente di coda su cui non concentrare le proprie risorse finanziarie nè sulle quali far spremere le meningi ai propri sviluppatori, oggi la prospettiva è cambiata: sono proprio questi giganti ad avere la necessità di sviluppare e concentrare i propri sforzi nel realizzare una batteria  a lunghissima durata, dettaglio questo che di fronte ad una moltitudine di dispositivi completamente simili per design e funzionalità, potrebbe essere il tassello mancante per battere su tutti i fronti la spietata concorrenza del settore.
batterie_1Adesso che hanno capito cosa c’è in ballo, si sono lanciati in prima persona, strappandosi brevetti e scienziati i più importanti colossi del settore: Apple, Google, l’Elon Musk della Tesla, Bill Gates, la Samsung.
Sul fronte batteria però ci sono stati comunque dei risultati ottimali in questi anni, si stima infatti, come riportato su La Repubblica,  che la potenza delle batterie è aumentata di 8 volte in 150 anni. Ma pensare di eliminare le scomode batterie per sempre è un’aspettativa allettante non solo per i colossi del business Hi Tech ma rappresenterebbe anche una vittoria degli ecologisti e ferventi naturalisti: le sostanze chimiche che compongono batterie e pile infatti sono altamente tossiche per l’ambiente e soprattutto difficilmente smaltibili. Vorrebbe dire in sintesi, la fine della corsa al petrolio ed ai combustibili fossili, energia primaria nel ciclo produttivo di queste.
Batteria-iPhoneBatterie all’avanguardia che dunque si traducono nella proliferazione di macchine  elettriche meno costose e con maggiore autonomia, posto che ad oggi proprio a causa dell’impedimento del fattore “ricarica” queste auto così alternative non riescono a diffondersi con concretezza. La Apple ha messo finora a segno un progresso importante; per il nuovo Mac-Book supersottile, l’azienda  ha annunciato una batteria composta dai normali strati ma tagliati e riconfigurati a piacere, consentendo agli ingegneri di piazzare la batteria in una collocazione predefinita e di estrarne circa il 35 per cento di capacità in più. Super top secret ed a dir poco blindata invece è la ricerca del  famoso Google X Research Lab, che non si sbilancia in annunci per paura di una soffiata che comprometterebbe il proprio lavoro.  Tutto quello che si sa è che ci sono almeno 20 progetti intorno alle batterie: da quelle che dovrebbero alimentare le auto che si guidano da sole alle pile a pellicola da utilizzare per i Google Glass.
Bill Gates  ha cominciato a finanziare la Ambri, cioè una pila di cui si sa solo che  utilizza due metalli per megabatterie del peso di 10 tonnellate l’una, capaci di produrre 200 kilowattora.
La Samsung invece, punta tutto sulle batterie a polimeri di litio della Seeo, grandi come una valigia ma capaci di immagazzinare fra il doppio e il triplo dell’energia di una normale batteria al litio. In sostanza, il segreto a cui tutti puntano è quello di trovare il modo affinchè una batteria riesca a contenere più KwH, più sono i kilowattora, più durerà. E la sfida dei grandi colossi non è solo a suon di kilowattora, ma anche sull’abbattimento del relativo costo. Attualemente infatti il costo è di 400 dollari per Kwh, si punta però a scendere a 300 dollari nel breve periodo, come hanno promesso  Apple, Google e forse arrivare anche a 230 dollari  fra il 2017 e il 2018.