“Prima abbiamo circoscritto il punto, abbiamo stabilito il contatto, le abbiamo passato le medicine di cui aveva bisogno e infine l’abbiamo tirata fuori”
Nel dominio della morte e della distruzione in Nepal si e’ verificato un piccolo miracolo: una donna e’ stata soccorsa ancora in vita dopo aver trascorso 50 ore sotto i detriti: un doppio miracolo se si aggiunge quanto riportato da alcuni media indiani e nepalesi, cioe’ che e’ sopravissuta al crollo di un palazzina di cinque piani in cui viveva. Il palazzo, situato a Maharajgunj, sobborgo della valle di Kathmandu, e’ crollato tutto attorno a Sunita Sitoula sabato, con la prima, micidiale scossa di magnitudo 7.9. Ma forse il doppio miracolo e’ stato propiziato da un terzo evento eccezionale: a indirizzare i soccorritori, un team di indiani, sono stati il marito e i due figli della donne, che sono usciti indenni dal crollo. E che hanno riabbracciato Sunita in ospedale. “Abbiamo avuto l’informazione che una donna era intrappolata fra due lastroni di cemento. In mezzo c’era una cavita’ e lei era li'”, ha dichiarato ai media Kulish Anand, uno dei responsabili della protezione della protezione civile indiana (National Disaster Response Force, Ndrf), i cui uomini l’hanno raggiunta e soccorsa. “Prima abbiamo circoscritto il punto, abbiamo stabilito il contatto, le abbiamo passato le medicine di cui aveva bisogno e infine l’abbiamo tirata fuori”, ha raccontato ancora Anand. “Mi sembra di essere arrivata in un mondo differente”, e’ stato il commento di Sunita. Nel frattempo le squadre di soccorritori indiani hanno cominciato a inoltrarsi oltre la valle di Kathmandu, entrando nel territorio di Pokhara, la seconda citta’ del Nepal, piu’ vicina di Kathmandu all’epicentro della prima, fortissima scossa.


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