Terremoto in Nepal, esperto: fino a 72 ore dal sisma buone le speranze di estrarre persone vive

In diverse emergenze si sono verificati ritrovamenti record, anche a 17 giorni da un sisma

Trovare ancora vive persone sotto le macerie, provocate dal terremoto che ha devastato il Nepal, è un ‘miracolo’ che potrebbe ripetersi per giorni. Ma si tratterà di casi comunque eccezionali. “Solo fino a 72 ore dal sisma le speranze di salvare la vita di chi è stato seppellito sono buone. Nelle ore successive si tratta di ritrovamenti occasionali, seppure possibili ancora per diversi giorni. Personalmente, ad Haiti, ricordo un ritrovamento dopo 12 giorni dalla scossa principale”, spiega all’Adnkronos Salute Marco Farinatti, medico dell’emergenza di Ferrara e team leader sanitario dell’Ares Italia. Le unità da campo per i soccorsi, racconta l’esperto, “devono avere autonomia almeno per 72 ore, perché è in questo lasso di tempo che si registra il picco massimo di mortalità, quindi anche di salvabilità”. Ma in diverse emergenze si sono verificati ritrovamenti record, anche a 17 giorni da un sisma. In realtà è difficile stabilire con precisione il tempo di resistenza sotto le macerie. Sia “perché – spiega l’esperto – molte volte non sappiamo se le persone ritrovate vive, soprattutto quando non hanno capacità di ricordare, sono rimaste sotto le macerie alla prima scossa o in quelle di giorni successivi”. E molto dipende anche dalle condizioni in cui le vittime sono rimaste intrappolate. “Possono esserci sacche d’aria, spazi tra le macerie, persino acqua”. In ogni caso un organismo sano, che non abbia riportato ferite o che non sia schiacciato, “può resistere senza acqua e senza cibo anche per una settimana. Senza cibo ancora più a lungo. Ovviamente in Nepal il clima caldo umido facilita la disidratazione, ma ci saranno sicuramente altre persone estratte vive nei prossimi giorni e che supereranno di molto il limite statistico delle 72 ore”, conclude Farinatti.