Terremoto in Nepal, guide: tutto distrutto, impossibile comunicare

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“E’ un luogo meraviglioso ma anche molto selvaggio”

“Un mio amico inglese e’ riuscito a mettersi in contatto con le guide nepalesi. La loro spedizione nella zona dell’Everest si e’ salvata. Gli hanno detto che il Nepal e’ distrutto e il terremoto si e’ abbattuto con forza proprio nel Langtang e che ci sono difficolta’ enormi per comunicare. Loro non hanno notizie degli speleologi italiani”. Jose’ Scanu, tecnico del soccorso alpino di Genova ed amico di Giovanni “Nanni” Pizzorni, il torrentista di Recco scomparso insieme ad altri tre compagni durante una spedizione proprio in Nepal durante il terremoto s’aggrappa alle difficolta’ di comunicazione per sperare che i quattro siano ancora in vita e che non riescano a contattare soccorritori e familiari. “Sono stato nel Langtang qualche mese fa – sottolinea – proprio li’ abbiamo conosciuto Oskar Piazza (uno dei quattro dispersi) che era andato ad attrezzare alcuni percorsi proprio per il canyoing. E’ un luogo meraviglioso ma anche molto selvaggio. Per questo c’e’ la speranza che Giovanni stia bene ma non riesca a mettersi in contatto”. Pizzorni aveva partecipato anche a numerose spedizioni di soccorso con Scanu. Tra questa anche quella di Elias Kassabij, il medico siriano di 50 anni che nel gennaio del 2014 a Sessarego sulle alture di Bogliasco (Genova) era stato travolto dalla piena del torrente. Venne trovato morto il giorno successivo: “E’ un torrentista ed un soccorritore molto esperto – conclude Scanu – ci auguriamo che possa essere riuscito a mettersi in salvo anche in situazioni estreme come quelle accadute in Nepal”.