Il primo ministro nepalese Sushil Koirala ha ammesso ieri che i soccorsi, i rifornimenti e le operazioni di ricerca non sono abbastanza efficaci
Migliaia di persone rimaste senza casa in seguito al terremoto di sabato in Nepal stanno ora facendo i conti con i forti venti e le piogge che stanno colpendo il centro della capitale Kathmandu, mentre gli aiuti giunti finora appaiono scarsi di fronte al grande numero di sfollati. Piazza Tudikhel, usata per le parate militari e le feste nazionali, si è trasformata in un’enorme area di soccorso per i terremotati. I soldati dell’esercito inviati sul posto per aiutare la popolazione che si ripara in tende improvvisate, hanno annunciato che stanno distribuendo cibo ad almeno 7mila persone. I pasti serviti sono principalmente a base di tagliolini istantanei e acqua, forniti dal governo e dalle agenzie di soccorso. Per quanto riguarda le tende, sono tutte in pessime condizioni e in ogni caso ospitano troppe persone. Il primo ministro nepalese Sushil Koirala ha ammesso ieri che i soccorsi, i rifornimenti e le operazioni di ricerca non sono abbastanza efficaci. Oltre dieci Paesi del mondo, fra cui Cina, India, Pakistan, Stati Uniti, Bangladesh, Singapore, Corea del Sud e Giappone hanno inviato in Nepal personale medico, farmaci e altri generi di conforto.


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