I 10 italiani che ancora mancano all’appello non vengono considerati “dispersi” perché la situazione in loco è in costante evoluzione
Sono oltre 5mila le vittime per il devastante terremoto che ha messo in ginocchio il Nepal, ma il timore e’ che il bilancio possa superare i 10mila morti. Per quanto riguarda i connazionali, sono scesi a 10 gli italiani che ancora non sono stati rintracciati e quattro le vittime. Il premier, Sushil Koirala, ha decretato tre giorni di lutto nazionale. Secondo l’Onu, che ha sbloccato 13,7 milioni di euro in aiuti, le persone interessate dal sisma sono 8 milioni e di queste 1,4 milioni sono a corto di cibo. La sfida e’ come portare i soccorsi, in zone inaccessibili, ad elevate altitudini e colpite a macchia di leopardo. Dopo aver sorvolato la parte settentrionale della vallata di Kathmandu, Jamie McGoldrick, coordinatore Onu nella capitale nepalese, ha riferito che il 40% delle case risulta danneggiato, ma che la distruzione e’ casuale: “Alcune case risultano assolutamente non toccate, quelle sull’altro lato sono invece completamente rase al suolo”. Anche Papa Francesco ha annunciato un primo contributo di 100mila dollari. I 10 italiani che ancora mancano all’appello non vengono comunque considerati “dispersi” perche’ la situazione in loco e’ in costante evoluzione.

Nelle ultime ore, grazie alla ripresa parziale delle comunicazioni cellulari e al fatto che i soccorsi hanno potuto raggiungere alcune zone remote del Nepal, la ricerca effettuata dall’Unita’ di crisi del ministero ha dato i suoi frutti e sono stati contattati diversi connazionali che non si riuscivano a rintracciare. I primi italiani partiranno gia’ oggi per l’Italia a bordo di un volo commerciale. Nelle prossime ore e’ previsto l’arrivo in Nepal di un C-130 che portera’ i primi soccorsi stanziati dal governo italiano e che poi rientrera’, portando in Italia il resto dei connazionali, che non sono al momento a Kathmandu e devono avere il tempo di raggiungere la capitale. Intanto, si e’ saputo che oltre 250 persone risultano disperse sotto un valanga che ha travolto proprio oggi un villaggio, Ghodatabela, nel distretto di Rasuwa, a nord di Kathmandu, un’area in un parco naturale molto popolare per via dei bellissimi sentieri di trekking. Tra i dispersi, ci potrebbero essere molti turisti stranieri: “Stiamo cercando di raggiungerli, ma il cattivo tempo e la pioggia stanno ostacolando i soccorsi”, ha riferito il governatore del distretto, Uddhav Bhattarai. Sono stati invece tutti tratti in salvo con gli elicotteri i 170 alpinisti rimasti bloccati al Campo numero 1 sull’Everest a quota 6.000: sfruttando una ‘finestra’ di tempo buono tre elicotteri hanno fatto la spola lunedi’ ininterrottamente per tutto il giorno sopra l’invalicabile cascata di ghiaccio Khumbu. E ha del miracoloso la notizia che un giovane di 28 anni, Rishi Khanal, e’ stato tratto in salvo dopo aver trascorso 80 ore sotto le macerie del suo appartamento a Kathmandu.


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