Terremoto in Nepal: nuova scossa e oltre 2mila vittime, il punto della situazione

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L’aspetto di Kathmandu e delle altre città storiche nepalesi investite dall’ondata sismica è surreale

Di fronte all’immane tragedia causata dalle fortissime scosse di terremoto che da ieri scuotono il Nepal, il governo ha dichiarato oggi lo stato di calamita’ nazionale, aggravando quindi l’emergenza che era stata decretata ieri. A mano a mano che i soccorsi si organizzano, cresce il numero delle vittime che all’inizio del pomeriggio locale e’ stato fissato dalle autorita’ a 2.152 morti e quasi 5.000 feriti. L’aspetto di Kathmandu e delle altre citta’ storiche nepalesi investite dall’ondata sismica e’ surreale: cumuli di macerie, gente accampata dappertutto, assenza visibile di aiuti, niente recinzioni delle zone disastrate, mancanza di elettricita’, acqua e gas. Alla prima forte scossa di ieri verso mezzogiorno – di magnitudo 7.9 – ne sono seguite almeno altre 30 nelle successive 24 ore. La piu’ forte oggi, alle 12.54 locali, ha nuovamente terrorizzato la popolazione che si e’ riversata in strada.

LaPresse/XinHua
LaPresse/XinHua

In un tweet, l’inviata dell’ANSA ha descritto la situazione: “Una scossa fortissima. Siamo scappati tutti fuori dall’hotel Annapurna. La gente gridava e il pavimento dondolava come se si fosse sull’acqua”. L’aeroporto di Kathmandu, l’unico scalo internazionale nepalese, e’ stato chiuso all’improvviso alle 12 locali, dopo una forte scossa, secondo le autorita’ “solo per 4 ore”. Ma questo ha comunque costretto almeno tre aerei indiani che erano in volo per il Nepal a fare marcia indietro. Infine c’e’ da segnalare che l’Unita’ di crisi della Farnesina ha continuato le verifiche sulla presenza dei connazionali in Nepal. Finora sono stati rintracciati oltre 300 italiani, che risultano incolumi, come due amici alpinisti di Fano, Pietro Marcucci e Luca Cantiani, che si trovano in questo momento ai piedi dell’Everest. Ansia invece per due fratelli fiorentini, Daniel e Elia Lituani, di 25 e 22 anni: e’ stata la madre a lanciare l’allarme all’ANSA, affermando di non riuscire a contattare i figli dopo il devastante terremoto di ieri. I due sono nel Paese da due settimane. L’ultimo contatto con i genitori risale a pochi giorni fa, con una mail inviata da Pokhara.