Terremoto magnitudo 3.2 a Ravenna: il sisma nel quadro geodinamico attuale

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Analizzando i dati a disposizione, si intuisce che nell’ultimo trentennio l’attività sismica è stata molto scarsa in due vaste zone dell’Emilia-Romagna

terremoto ravennaIl terremoto verificatosi oggi nel Ravennate (Appennino forlivese) si colloca all’interno di un quadro geologico piuttosto complesso, ricco di zone intensamente fratturate e piegate da sforzi tettonici di tipo compressivo.
Analizzando i dati a disposizione, si intuisce che nell’ultimo trentennio l’attività sismica è stata molto scarsa in due vaste zone dell’Emilia-Romagna: il settore delle Pieghe Emiliane tra Parma e Piacenza, peraltro caratterizzato da sismicità storica poco rilevante e l’area delimitata dal poligono Ferrara-Modena-Reggio Emilia-Bologna-Ravenna, comprendente il settore interno delle Pieghe Ferraresi e quello esterno delle Pieghe Romagnole.
Quello di oggi si colloca nel complesso quadro geodinamico in continua evoluzione imputabile alla deformazione e fratturazione della placca adriatica sepolta sotto la catena appenninica.
terremoto ravenna (1)Infine, le scosse recenti si possono classificare come compressive o transpressive, essendo l’asse principale di raccorciamento sempre sub-orizzontale.
La direzione di raccorciamento mostra una variabilità limitata, compresa tra NNE-SSO a NNO-SSE, in buon accordo con le indicazioni fornite dalle evidenze neotettoniche
Per le considerazioni fatte che delineano la zona sismogenetica Forlivese come un settore deformato della piattaforma adriatica, si può supporre, per esempio, che le scosse di questa zona avvengano soprattutto nella piattaforma stessa e quindi a profondità più elevate rispetto a quelle dei settori di catena dell’Appennino tra 20 e 30 km, ben al di sotto delle scaglie tettoniche che formano la parte sepolta dell’Appennino.