Terremoto Nepal, gli esperti: “per le opere d’arte sono fondamentali le prime ore”

MeteoWeb

L’Italia, con il ministro della cultura Franceschini, ha messo a disposizione del Nepal le competenze tecniche dei propri esperti per un intervento in soccorso del patrimonio artistico

L’urgenza e’ chiaramente per le vite umane, ma anche per i monumenti crollati non si puo’ perdere tempo. “Per il recupero sono fondamentali le prime ore”, sottolinea l’architetto Antonella Pasqua Recchia, segretario generale del ministero di beni culturali e turismo. E’ anche per questo che l’Italia, con il ministro della cultura Franceschini, ha cercato appena possibile il contatto con le autorita’ nepalesi, mettendo a disposizione del Nepal le competenze tecniche per un intervento d’emergenza in soccorso del patrimonio artistico. E una squadra di tecnici convocata dal ministero e’ gia’ pronta a partire. “Potrebbero muoversi anche molto presto, non appena arrivera’ il via libera dal ministero degli Esteri”.

arte nepalL’Italia del resto, sottolinea Recchia, “ha competenze fondamentali nel campo dell’intervento post sismico sul patrimonio d’arte, competenze messe a punto anche con le recenti esperienze dei nostri terremoti”. E la prima cosa, ribadisce “e’ che i primi giorni sono fondamentali, bisogna organizzarsi e pensare nel modo giusto, agire per prima cosa sui materiali crollati, salvare tutto, inventariare, fare in modo che nulla vada perduto”. Tutta una serie di cose nelle quali gli italiani, fa notare Recchia, sono maestri: “sappiamo fare i rilievi, le stime, le necessarie valutazioni di carattere ingegneristico”, spiega. E siamo pronti ad offrire queste competenze anche da subito con missioni di esperti. Appena avremo il via libera saremo pronti ad una prima ricognizione e poi successivamente a pianificare interventi di messa in sicurezza, per passare quindi anche al recupero e il restauro”. Il modello e’ quello che l’Italia ha gia’ fatto per la cittadina di Bam, in Iran. “Non sara’ facile – sottolinea – anche perche’ la qualita’ edilizia in quei paesi e’ alle volte molto delicata e fragile, ci sono murature che si sono sbriciolate e quasi polverizzate. Eppure per la ricostruzione di un monumento e’ fondamentale poter usare la materia di cui era fatto e’ quello e non solo l’immagine formale che garantisce l’unicita’ dell’opera”. L’impegno italiano ha naturalmente un aspetto anche economico. “per il momento abbiamo piccoli budget sostenuti anche dal ministero degli esteri per le missioni – chiarisce Recchia – poi naturalmente dipendera’ dall’entita’ dell’impegno”.