Terremoto Nepal, i Vigili del Fuoco a Kathmandu: “non ci sono tendopoli, servono ricoveri”

L’Italia in Nepal: in arrivo strumentazioni mediche avanzate per assistere i feriti, ma rimangono problematici i soccorsi  per alcune aree  isolate dove rimane impossibile la distribuzione di viveri e farmaci

Dopo il sisma manca tutto: cibo, acqua, medicinali e soprattutto ricoveri (tendopoli) per malati e feriti, “evacuati dagli ospedali gravemente lesionati” dal terribile terremoto in Nepal. E’ una situazione davvero critica quella descritta da Roberto Lupica, vicedirettore centrale dell’emergenza del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, che si trova a Kathmandu già da tre giorni (fa parte di un team italiano di 8 persone) per individuare il luogo e preparare l’accoglienza all’ospedale da campo che arriverà in serata con la task force, coordinata dalla Protezione Civile, partita ieri dall’Italia. “Qui trovare un appoggio è un lusso”, spiega all’Adnkronos Lupica descrivendo lo stato delle strade “interrotte da smottamenti e frane” con il conseguente “isolamento di alcune aree” che genera “difficoltà di spostamento e distribuzione dei beni di prima necessità”. Con la task force, composta da 36 persone, “sono in arrivo anche strumentazioni del campo medico avanzato che assisterà la popolazione”.

MaxPPP/LaPresse
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Trovare la giusta collocazione non è opera semplice nella condizione attuale. “C’è bisogno di assistenza medica, di farmaci. Finora non sono state allestite tendopoli per ricevere feriti e malati evacuati dagli ospedali, rimasti gravemente lesionati dal terremoto. La priorità (e obiettivo della nostra missione) è proprio l’assistenza sanitaria insieme alla creazione mobile di ricoveri”.”Alcune zone più distanti dalla capitale non sono raggiungibili. La distribuzione dei viveri è possibile solo con gli elicotteri”, racconta Roberto Lupica collegandosi anche ai dispersi italiani. “Nella situazione attuale è difficile capire se non sono raggiungibili per via delle linee telefoniche interrotte in aree più remote (per telefonini scarichi) o per altro”, spiega Lupica sottolineando comunque che “il console italiano a Calcutta sta lavorando alacremente con la Farnesiana per la ricerca dei nostri connazionali dispersi”. Un altro problema da non sottovalutare è il traffico. “Solo parte di Kathmandu è stata distrutta dal sisma. L’altra parte della città funziona normalmente ma registra un notevole traffico dovuta alla fuga dei residenti”, aggiunge Lupica aggiungendo anche la “difficoltà di reperire autisti, figure essenziali la momento, perché se ne sono andati via”.

LaPresse/PA
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La task force in arrivo sul posto, 36 persone tra personale medico del Gruppo chirurgia d’urgenza di Pisa, vigili del fuoco e funzionari del Dipartimento stesso (si coordinerà con le autorità locali, supportate dalla Nazione Unite, per pianificare l’attività di assistenza alla popolazione), raggiunta al telefono mentre era in viaggio per Kathmandu, conferma che le necessità primaria, richiesta all’Italia, è l’assitenza sanitaria. “Ci sono difficoltà di accesso ad alcune aree del Nepal e i team sul posto devono coordinarsi per gestire l’attività, compatibilmente con la situazione critica della viabilità con zone isolate”, dice la Protezione Civile. Si coordina con l’attività della Protezione Civile in Nepal anche la squadra di soccorso dell’Ordine di Malta, già sul posto. “All’indomani del sisma è stato inviato a Kathmandu un team di soccorritori, esperti sanitari e specialisti che si occupano dell’aspetto igienico contro il rischio epidemico – spiega Marianna Balfour, dell’Ordine di Malta -. Nel fine settimana è in arrivo nella capitale del Paese un’altra squadra di soccorso composta da un dottore, un soccorritore esperto in pronto soccorso e un paramedico”. L’Ordine di Malta ha stanziato finora 100.000 euro per i primi aiuti di emergenza. All’indomani del terremoto, ha raccolto mezza tonnellata di farmaci e attrezzature mediche da inviare alla popolazione colpita: anestetici, antidolorifici, apparecchi chirurgici, fluidi per via endovenosa, compresse per purificare l’acqua e disinfettanti.