Completamente rasa al suolo tutta la valle di Langtang, il bilancio (gli ultimi aggiornamenti parlano di oltre 2.500 morti accertati) potrebbe essere purtroppo molto più pesante
Il piccolo villaggio di Langtang era una delle mete predilette degli amanti del trekking in Nepal, per la sua vicinanza a Kathmandu ma anche per i servizi a ridosso delle montagne più alte del mondo. Il villaggio sorgeva a 7.246 metri di altitudine nel cuore dell’Himalaya, ma a quanto hanno comunicato oggi le autorita’ locali, a causa della raffica di scosse sismiche che nelle ultime ore ha letteralmente bombardato la regione centro-occidentale nepalese, il villaggio di Lantang non c’e’ piu’.
E’ stato sommerso da un mare di terra e detriti che ha inghiottito case, stalle ed orti, falciando la vita, probabilmente, di oltre 100 persone. E c’e’ grande apprensione anche in Italia, perche’ in quel villaggio, a quanto risulta, si trovavano anche quattro speleologi del Soccorso alpino: Giuseppe Antonini, 53 anni, specializzato in operazioni di grotta e forra, il medico speleologo Gigliola Mancinelli, Oscar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige, e un altro ragazzo di Genova. Gli amanti della montagna consideravano questa opzione di trekking a Langtang come la terza per importanza del Nepal dopo quelle alle pendici di Everest e Annapurna. Con alcuni vantaggi rispetto alle piu’ blasonate sorelle: la vicinanza a Kathmandu che permette di immergersi in scenari spettacolari ad appena due giorni dalla capitale, la minore affluenza di turisti e la confortevole infrastruttura alberghiera.
Ma la notizia della valanga ha fatto in un batter d’occhio il giro del mondo, ed uno degli anchorman della Cnn, Michael Holmes, l’ha rilanciata con un tweet che prospetta non un dramma ma una vera e propria ecatombe: “Secondo la tv nepalese Ntv – ha cinguettato – la Valle di Langtang e’ completamente distrutta con la morte all’incirca di 2.000 persone“. Al quotidiano nepalese My Republica, il capo del distretto, Uddhav Prasad Bhattarai, ha confermato che il villaggio “e’ stato cancellato dalle mappe” da una valanga. L’esercito, ha aggiunto, “e’ riuscito a salvare alcuni turisti e abitanti del villaggio superstiti“. Ma niente di piu’. Mestamente ha quindi concluso che “l’unica via di strada esistente e’ quasi completamente bloccata” e che “il 90% delle case del distretto hanno subito danni in varia misura“. Date le dimensioni del terremoto e la priorita’ che i soccorritori stanno concedendo ai centri urbani, le vittime di Langtang, come quelle di molte altre zone rurali, che ospitano il 70% della popolazione del Nepal, verranno aggiunte al bilancio globale in un secondo tempo. O, come e’ capitato in passato per altri simili disastri, non verranno mai aggiunte ne’ calcolate, per l’impossibilita’ materiale di rimuovere l’enorme quantita’ di terra e di detriti che ha trasformato questo villaggio, il suo distretto e forse l’intera valle in un enorme cimitero.


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