Terremoto Nepal: oltre 4.000 vittime, tra loro anche 4 alpinisti italiani

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Terremoto Nepal: il punto della situazione due giorni dopo la devastante scossa di terremoto che ha devastato il Paese asiatico

Il bilancio, ancora del tutto provvisorio, del terremoto che ha devastato il Nepal è salito oggi a 4.010 morti, mentre i feriti sono oltre 7.500, secondo il Centro nazionale delle operazioni d’urgenza del ministero degli Interni nepalese. Centinaia di persone sono in fuga da Kathmandu, capitale del Nepal, devastata dal terremoto. Molti abitanti fanno incetta di beni alimentari, temendo per i prossimi giorni una penuria di cibo, acqua e benzina. Fra le vittime si contano anche quattro italiani: l’alpinista Renzo Benedetto e il suo compagno di trekking Marco Pojer, che si trovavano a nord di Kathmandu; l’alpinista e membro del Soccorso alpino del Trentino Oskar Piazza assieme a Gigliola Mancinelli, medico di Ancona; con loro c’erano altri due alpinisti che si sono salvati.

LaPresse/Reuters
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Si trovavano assieme nel villaggio di Langtang quando sono stati sorpresi dal terremoto che ha quasi raso al suolo il villaggio. Le autorità locali, che chiedono rapidi aiuti per far fronte a una vera e propria emergenza umanitaria, hanno avvertito che il bilancio potrebbe aumentare non appena le squadre di soccorso riusciranno a raggiungere le zone montuose più remote, nel Nord del Paese. Numerose comunità, soprattutto delle aree montuose, avrebbero subito i danni più significativi e le perdite più numerose. Molti “villaggi sono stati interessati da frane e non sarebbe difficile trovare intere comunità di 200, 300, fino a 1.000 persone completamente sepolte dalle frane”, ha detto alla Bbc il portavoce dell’agenzia umanitaria World Vision, Matt Darvas.

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Tre elicotteri sono stati inviati dalle autorità nepalesi sul Monte Everest per soccorrere gli alpinisti ancora bloccati sul Tetto del mondo, dove il devastante terremoto di sabato scorso ha causato almeno 18 morti. Secondo quanto precisato dalle autorità, i tre elicotteri dovrebbero portare in salvo circa 150 alpinisti bloccati ai campi Uno e Due dopo che una valanga ha impedito loro di raggiungere il campo base. Si è messa in moto intanto la macchina della solidariteà internazionale: la Cina ha inviato una squadra di 62 persone in Nepal e un centinaio di militari. Il governo cinese ha anche deciso di stanziare 20 milioni di yuan di aiuti, pari a 3,3 milioni di dollari, incluse tende, coperte e generatori. Gli Stati Uniti, per bocca del segretario di stato John Kerry, hanno annunciato uno stanziamento di 10 milioni di dollari, di cui uno immediato. L’Unità di Crisi della Farnesina ha inviato un proprio team in loco per le verifiche del caso e per assicurare un’assistenza ai connazionali che si trovano attualmente in Nepal. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sta seguendo costantemente lo sviluppo degli avvenimenti ed ha immediatamente disposto un aiuto di emergenza per un ammontare di 300.000 euro su fondi della Cooperazione. Il finanziamento verrà canalizzato attraverso la Federazione Internazionale della Croce Rossa (FICROSS) e consentirà alla Società nazionale della Croce Rossa nepalese di realizzare attività di primo soccorso in favore delle vittime.