Il passaggio ravvicinato di una depressione extratropicale ha prodotto una severa fase di maltempo su tutta l’Australia sud-orientale, venti molto forti a Sydney con raffiche fino a 100 km/h
L’autunno australe comincia ad alzare il tiro sul continente australiano. Proprio nella giornata odierna una intensa ondata di maltempo, dalle caratteristiche invernali, ha duramente sferzato le coste meridionali australiane, in particolare quello dello stato del Nuovo Galles del Sud, dove si sono verificati forti temporali e intensi rovesci di pioggia, con grandinate, accompagnati da venti molto forti, da O-SO e SO, che hanno spirato con raffiche fino a 90-100 km/h. In particolare nella baia di Sydney, dove si sono registrate raffiche di picco da Sud e S-SE prossime ai 100 km/h. Oltre a piogge e forti venti, questa ondata di maltempo ha riportato pure la prima neve della stagione invernale, fino a quote relativamente basse, fra l’isola di Tasmania e le Alpi Australiane, con accumuli di oltre 30-40 cm di neve fresca sopra i 1400-1500 metri di altezza.

L’intensa fase di cattivo tempo che ha colpito il sud dell’Oceania è stata originata dal transito di una profonda depressione extratropicale sul mar di Tasman. La profonda circolazione ciclonica, che ha raggiunto un minimo barico al suolo sotto i 1000 hpa, muovendosi nel tratto di mare antistante la baia di Sydney, con un lungo ricciolo ha pilotato grosse bande nuvolose, cariche di precipitazioni, che si sono spinte verso le coste sud-orientali australiane. Il fronte freddo, associato alla profonda depressione extratropicale, nel corso della giornata di oggi ha impattato sulle coste dell’Australia sud-orientale, facendo affluire su di essa masse d’aria molto fredde e umide, d’estrazione temperata marittima, provenienti dalle latitudini dal basso mar di Tasman. Queste masse d’aria molto fredde e umide, oltre far diminuire le temperature, hanno dato luogo a forti burrasche, da S-SE e Sud, che hanno fatto registrare picchi prossimi ai 90-100 km/h nel tratto compreso fra lo Stretto di Bass e le coste del Nuovo Galles del Sud, nei pressi della baia di Sydney.

Questa depressione extratropicale, a carattere freddo, spostandosi lungo il margine settentrionale di un robusto promontorio anticiclonico dinamico, con asse allungato NO-SE fra la Grande Baia Australiana e l’Isola del Sud, ha prodotto un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra l’isola di Tasmania, dove erano posizionati i massimi anticiclonici di oltre 1033 hpa, e le coste del Nuovo Galles del Sud, interessate dal piccolo ciclone extratropicale, con un minimo barico al suolo sceso fino a 1000 hpa (non particolarmente profondo). Questa differenza di pressione, di quasi 30 hpa in uno spazio così ristretto, ha rinforzato la ventilazione sud-orientale che ha dispensato la forte ondata di maltempo nell’Australia sud-orientale. Difatti, l’area ciclonica, approfondendosi, per merito dell’avvezione di vorticità positiva impressa dal passaggio del ramo del “getto sub-tropicale” australe, con la conseguente compressione del “gradiente barico orizzontale” lungo il margine occidentale della depressione ha attivato intensi venti forti burrascosi, con rinforzi di tempesta, da S-SE e Sud che hanno spazzato con forza un tratto del mar di Tasman e le coste australiane sud-orientali, dove le forti correnti meridionali hanno determinato anche improvvise mareggiate, con onde alte e ben formate. In mare aperto, davanti le coste del Nuovo Galles del Sud, le ondate provenienti da S-SE hanno raggiunto i 5 metri di altezza.
La presenza del promontorio anticiclonico, con massimi barici di 1033 hpa poco a sud della Gran Baia Australiana, ha acuito ulteriormente il “gradiente barico orizzontale” tra il sud dell’Australia e il mar di Tasman. Questa notevole compressione del “gradiente barico orizzontale” ha ulteriormente rafforzato i venti da S-SE e Sud, determinando vere e proprie tempeste che hanno interessato da vicino l’area di Sydney, dove nel corso della giornata di oggi, durante l’avvento delle forti burrasche da S-SE e Sud, è stata archiviata una massima raffica, da Sud, di ben 100 km/h. Ma raffiche, con picchi di poco superiori ai 100 km/h, si sono registrate anche lungo le esposte coste del Nuovo Galles del Sud.
I venti molto forti, danneggiando le linee elettriche in più punti, hanno provocato dei black out. L’impulso di aria fredda e molto umida, proveniente dal mar di Tasman, ha causato le prime forti nevicate sulle cime delle Alpi Australiane, dove la caduta della prima neve di stagione. Il “forcing” orografico, indotto dagli stessi rilievi dell’Australia meridionale nei confronti della fredda e umidissima ventilazione da S-SE, ha ulteriormente acuito le precipitazioni nel settore freddo post-frontale, che si sono rese a tratti particolarmente intense e persistenti, con accumuli che hanno sfiorato i 90-100 mm sulle zone pedemontane. Dopo una temporanea tregua, per la traslazione verso levante del promontorio anticiclonico interciclonico che da giorni insisteva davanti la grande Baia Australiana, nei prossimi giorni le coste sud-orientali australiane e l’isola di Tasmania saranno interessate da nuove ondate di maltempo per il passaggio di nuovi fronti freddi, stavolta provenienti dalle basse latitudini dell’oceano Indiano meridionale.


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