“Se l’obiettivo massimo è quello di eradicare completamente il batterio dal continente, è ormai una utopia”
“Quando si parla di eradicazione, intesa come abbattimento delle piante malate di Xylella, non si parla di eradicazione di tutte le piante malate, che sarebbe una impresa titanica e oltre tutto inutile. Perche’ alle condizioni attuali, se l’obiettivo massimo e’ quello di eradicare completamente il batterio dal continente, e’ ormai una utopia”. Lo afferma il responsabile dell’Istituto di Virologia del Cnr di Bari, Donato Boscia, ascoltato come testimone la scorsa settimana dalla Procura di Lecce nell’indagine su presunti ritardi compiuti per combattere il batterio della Xylella fastidiosa che sta decimando gli ulivi del Salento. “In questa situazione – spiega Boscia in una intervista a Radionorba – la priorita’, la misura che viene ritenuta opportuna e necessaria da fare e’ quella di effettuare delle eradicazioni sulla parte piu’ avanzata dell’epidemia, quindi sulla fascia a nord del Salento e poi sul focolaio intercettato recentemente ad Oria. E li’, per una questione di buon senso, e’ quanto meno utile effettuare questa operazione”. “Si tratta – continua Boscia – di un ceppo batterico, che abbiamo classificato come una variante della sub specie chiamata Pauca, che ha colpito gli agrumeti in Sud America. Il Ceppo presente in Puglia e’ stato individuato in Costa Rica e si diffonde grazie a un insetto, la Sputacchina, un insettino innocuo che ha la capacita’ di contaminarsi di questo batterio, quando si nutre su piante malate, contaminando poi le piante sane. Per contenere l’insetto e’ necessario ricorrere a trattamenti insetticidi meccanici che consistono nella pratica dell’erpicatura e aratura perche’ in questa fase l’insetto si trova sull’erba (all’interno di una schiuma). Quando mette le ali, da maggio in poi, sara’ opportuno praticare almeno un paio di trattamenti con insetticidi”.


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