“Andreas” inaugura ufficialmente la stagione degli uragani sul Pacifico orientale, primo ciclone tropicale del 2015

Il Pacifico orientale sforna il primo ciclone tropicale del 2015

“Andreas” inaugura ufficialmente, con qualche giorni di anticipo, la stagione degli uragani sul Pacifico orientale. In questo periodo dell’anno la formazione della tempeste tropicale e degli uragani è agevolata dal considerevole sollevamento verso nord dell’ITCZ che sta contribuendo a rinforzare il flusso monsonico davanti le coste dell’America centrale, con l’attivazione di una moderata ventilazione meridionale che si propaga fino ai 7° – 8° di latitudine nord.

gl_sst_mm (1)Questi sostenuti venti meridionali sono collegati al flusso dell’Aliseo di SE (attivo nell’emisfero australe), che dopo aver oltrepassato la linea dell’equatore, a causa dell’innalzamento di latitudine dell’ITCZ, irrompono sull’emisfero boreale, con una ventilazione da Sud e S-SO, che sale di latitudine (fino ai 10° di latitudine nord), piegando più da SO, e tende ad interagire e a convergere con le correnti orientali, legate all’Aliseo di NE (sull’emisfero boreale), in uscita dalle alture dell’America centrale. L’interazione fra gli Alisei dei due emisferi sta agevolando lo sviluppo di importanti moti rotatori nei bassi strati, che strutturandosi anche alle quote superiori della troposfera e associandosi all’intensa attività convettiva che caratterizza l’ITCZ, potranno successivamente evolvere in vere e proprie circolazioni depressionaria tropicali, capaci di trasformarsi in depressioni o tempeste tropicali, anche di grosse dimensioni.

La traiettoria prevista di "Andreas", nessun pericolo per le terre emerse
La traiettoria prevista di “Andreas”, nessun pericolo per le terre emerse

Attualmente la tempesta tropicale “Amanda” si trova posizionata in mezzo al Pacifico orientale, a largo delle coste del Messico centro-settentrionale. “Andreas” transitando su un vasto tratto di acque superficiali piuttosto calde nel corso delle prossime ore dovrebbe intensificarsi ulteriormente, riuscendo a trasformarsi in un insidioso uragano di 2^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. Nonostante ciò il sistema tropicale non dovrebbe rappresentare alcun tipo di minaccia per le terre emerse. Solo le navi che passeranno vicino all’area perturbata potranno risentire un po’ del moto ondoso, piuttosto importante, sollevato dalle tempeste prodotte dal ciclone. Osservando attentamente le ultime moviole satellitari notiamo come il nucleo centrale di “Andreas” sia caratterizzato da un’area piuttosto vasta di profonda convenzione che continua a favorire lo sviluppo di imponenti annuvolamenti cumuliformi, che stanno dispensando forti rovesci di pioggia e temporali molto intensi, relegati fortunatamente in mezzo al Pacifico orientale. Ma la forza di “Andreas” è rappresentata dal vasto tratto di acque calde che circondano il sistema depressionario, presentando valori prossimi ai +29°C +30°C.

L'uragano "Andreas" durante la fase di intensificazione
L’uragano “Andreas” durante la fase di intensificazione

Questo calore latente, fornito dalle calde acque superficiali del Pacifico orientale, che presentano valori sui +29°C +30°C, intensificherà notevolmente la circolazione ciclonica tropicale, favorendo un vero e proprio tracollo del minimo barico centrale nei pressi dell’occhio centrale che dovrebbe far evolvere “Andreas” in un ciclone tropicale di 2^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. La tempesta, inoltre, sta scorrendo su un’area caratterizzata da bassi valori di “Wind Shear” in quota che non intaccheranno il processo di “autoalimentazione”, indispensabile per la tenuta in vita della profonda circolazione ciclonica tropicale. L’aria calda e la forte umidità, fornita dalle calde acque superficiali del Pacifico orientale, continueranno a far esplodere l’attività convettiva attorno i vari lati della tempesta, favorendo lo sviluppo di enormi nubi torreggianti a spirale che scaricheranno violente precipitazioni nel tratto di oceano antistante le coste messicane.

ep201501 (1)Le ultime immagini satellitari già mettono in evidenza una struttura dalla prevalente forma spiraliforme che evidenzia l’evoluzione dallo status di tempesta tropicale a quello di ciclone tropicale. Questione di poche ore, è “Andreas” potrà essere ufficialmente promossa ad uragano di 2^ categoria, seppur temporaneamente per poche ore, con venti veramente molto forti che potranno superare la soglia dei 150-160 km/h nell’area attorno l’occhio centrale, a seguito dell’approfondimento del minimo barico centrale, pronto a scendere al di sotto dei 980 hpa. Nel corso della giornata di domani la tempesta dovrebbe cominciare a muoversi verso ovest-nord/ovest e nord-ovest, risalendo in direzione dei 14° – 15° di latitudine nord, manterrà lo status di uragano di 1^ categoria, con venti medi sostenuti che lambiranno punte di 120-130 km/h nell’area attorno l’occhio centrale della perturbazione.

Noul_A2015128_0455_1kmSolo da lunedì, quando “Andreas” si muoverà verso nord-ovest, verso acque superficiali sempre più fredde a largo della Baja California, il sistema, facendo i conti con un “Wind Shear” in quota sempre più intenso, comincerà gradualmente a perdere vigore, indebolendosi rapidamente in una tempesta tropicale che da martedì sarà declassata a semplice depressione tropicale in movimento verso il Pacifico centrale.