Animali: i cani “non sono serial killer, ma possono provare gelosia o mal interpretare un segnale”

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L’Associazione consumatori Serenissima torna a lanciare un appello al Ministro dell’Istruzione

I cani non sono serial killer, ma possono provare gelosia o mal interpretare un segnale. Imparare a comprendere il loro linguaggio può evitare tragedie. L’Associazione consumatori Serenissima torna a lanciare un appello al Ministro dell’Istruzione affinché nelle scuole si organizzino dei corsi per insegnare ai bambini (e ai genitori) almeno i rudimenti della cultura cinofila.

Sono anni che la nostra Associazione sostiene, inascoltata, che in un paese cinofilo come il nostro, in cui moltissime famiglie decidono di adottare uno o più cani per condividere insieme a loro la propria esistenza, non si può continuare a leggere di aggressioni perpetrate da questi ultimi ai membri della famiglia, specie quando queste vedono quali vittime neonati o bambini. Il tragico episodio riportato sulle cronache di oggi dimostra che la convivenza con gli amici animali deve tener conto di molteplici aspetti e variabili: ignorare ciò può creare un pericolo sia per la famiglia sia per chi entra in contatto o relazione con essa.

Per tale motivo appare fondamentale che la scuola (che si ama definire buona!) si faccia parte attiva per insegnare come gestire nel migliore dei modi il rapporto con il cane, che può essere quello di casa così come quello del vicino o del parente cui facciamo visita.

“Noi di Associazione Consumatori Serenissima – sottolinea Laura Ferraioli, Presidente dell’Associazione – temiamo che molto spesso in questo Paese l’ignoranza relativa al mondo dei nostri amici a quattrozampe determini situazioni assolutamente tragiche. Pur consapevoli che gli incidenti non sono sempre evitabili, tuttavia una conoscenza anche basica sul modo in cui il nostro amico cane interpreta la realtà, ridurrebbe certamente l’incidenza o la gravità degli stessi. E in realtà non occorrerebbe molto, basterebbe fornire quelle nozioni che consentano ai genitori e ai bambini di capire come comportarsi in presenza di un cane, sopratutto se non è il “proprio” cane.”

“Come Associazione – conclude Laura Ferraioli – che ha tra i propri fini statutari anche la tutela dell’ambiente e di tutte le creature che di esso fanno parte, non possiamo che tornare a chiedere a gran voce che il Ministro dell’Istruzione prenda in considerazione la nostra idea di ampliare le materie di studio e di approfondimento affrontate nelle scuole, inserendo un minimo di conoscenze etologiche che permettano di approcciarsi ai cani in maniera consapevole. Non ha senso infatti permettere alle persone di portare il proprio cane quasi ovunque se poi non si insegna loro a comprendere e capire che esso non è un oggetto inanimato: un cane lo si adotta come si adotta un bambino e per tale motivo va, sì, accolto ed amato ma anche compreso ed educato rispettandone però la sua dimensione “canina”.”