Biodiversità, Enpa: l’Italia il tesoro d’Europa, ma viene maltrattato

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L’Enpa ricorda che “siamo maglia nera per il numero di infrazioni alle direttive Ue in materia di ambiente”

La biodiversità “e’ uno straordinario patrimonio d’Italia” e un “vero tesoro dell’Europa” ma e’ “maltrattato” e quindi occorrono “subito piu’ tutela e legalita’, piu’ buonsenso e piu’ cultura”. Lo afferma Annamaria Procacci, consigliera nazionale dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa) ricordando che “possediamo il piu’ alto numero di specie vegetali e animali in Europa, quasi il 50% delle piante, un terzo degli animali (58mila specie di cui 55mila di invertebrati), piu’ della meta’ dei siti tutelati dalla direttiva Habitat, ben 2.585 ma questa ricchezza, che dovremmo custodire responsabilmente come bene di tutto il continente e del pianeta, e’ maltrattata, spesso dissipata, troppo ignorata”. “In nome della legalita’ – aggiunge Andrea Brutti dell’Ufficio Fauna Selvatica di Enpa – chiediamo a Governo e Parlamento di rientrare nelle regole europee cancellando per sempre la pratica dei ‘richiami vivi’; di varare la legge sul consumo di suolo, che divora habitat, flora e fauna; di rafforzare il controllo sul territorio contro il bracconaggio ‘spicciolo’ e organizzato, che e’ crimine puro; di sanzionare come delitti nel codice penale i reati contro la fauna protetta; di cancellare dalle specie cacciabili le diciannove che si trovano in stato di conservazione sfavorevole; di indirizzare con forza verso l’adozione di stili di vita sostenibili con sempre meno carne, perche’ gli allevamenti intensivi, fonte di infinita sofferenza per gli animali, contribuiscono con i gas serra al surriscaldamento del pianeta, che distrugge la biodiversita'”. L’Enpa ricorda che “siamo maglia nera per il numero di infrazioni alle direttive Ue in materia di ambiente, siamo ancora sotto sorveglianza per l’applicazione della sentenza di condanna del 2010 per violazione della Direttiva Uccelli, e di recente sono state avviate due procedure Pilot, anticamera delle procedure d’infrazione: una sull’insostenibilita’ della caccia in Italia, una sul degrado dei siti Sic (Siti di interesse comunitario) e Zps (Zone di protezione speciale) che costituiscono la rete di Natura 2000”. A causa della “nostra cattiva coscienza”, osserva Procacci, “secondo i dati Ispra sono in cattivo stato di conservazione la meta’ delle specie vegetali, oltre la meta’ di quelle animali, il 67% degli habitat di interesse europeo, mentre sono minacciati un quarto degli uccelli, la meta’ dei vertebrati e due terzi degli anfibi. Occorre dunque voltare pagina subito”.