Cargo “Progress” fuori controllo, la conferma: precipiterà sulla Terra l’8 maggio

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Una eventuale area di impatto potrà essere definita solo domani

I frammenti della capsula russa “Progress” cadranno sulla Terra l’8 maggio, fra le 01:23 e le 21:55 ora italiana: lo ha confermato l’agenzia spaziale russa, Roskosmos. L’agenzia ha confermato che la capsula si disintegrerà quasi totalmente durante il rientro e che solo qualche “piccolo frammento” sarà in grado di raggiungere la superficie, senza tuttavia precisare una eventuale area di impatto che potrà essere definita solo domani. Data la non eccessiva massa della capsula – progettata per bruciare durante il rientro e quindi non in possesso di uno scudo termico – è quasi certo che solo pochi frammenti possano sopravvivere fino al suolo, sebbene molto dipenderà anche dall’angolo di ingresso nell’atmosfera.

cargo russo progressI problemi erano iniziati poco dopo il lancio, con una trasmissione difettosa dei dati telemetrici: la capsula era stata inserita in un’orbita di parcheggio e l’attracco alla Iss rinviato al 30 aprile, nella speranza che potessero essere ristabiliti i contatti e riprogrammata la rotta per l’avvicinamento alla Iss. La Roskosmos ha infine reso noto di aver aperto un’inchiesta sull’accaduto: dalle prime risultanze il guasto si sarebbe verificato nel moemento della separazione della capsula dal razzo vettore. La Nasa ha reso noto che la Progress non aveva a bordo nessun rifornimento “essenziale” per l’equipaggio della Iss – fra cui l’italiana Samantha Cristoforetti – e che la Stazione avrebbe continuato a funzionare normalmente fino all’arrivo della prossima navetta, una “Dragon” della statunitense SpaceX il cui lancio è previsto per il 19 giugno. La Progress trasportava rifornimenti alimentari e materiale scientifico: a bordo vi è anche una replica della bandiera sovietica issata su Berlino dall’Armata Rossa nel 1945, che avrebbe dovuto essere utilizzata dai cosmonauti russi nei festeggiamenti del 9 maggio, anniversario della vittoria alleata nella Seconda Guerra Mondiale. Dopo il pensionamento della flotta degli Space Shuttle e la fine del programma Atm dell’Esa le capsule senza equipaggio russe e statunitensi (queste ultime gestite da società private che hanno firmato un contratto di fornitura con la Nasa) sono gli unici mezzi per il rifornimento della Iss; l’ultimo incidente legato a una “Progress” era avvenuto nel 2011, quando il razzo vettore era precipitato poco dopo il lancio.