Il bilancio delle vittime sale drammaticamente a quota 60, ed ancora molte persone risultano disperse
I soccorritori hanno cercato i corpi in mezzo alla macerie disperatamente, dopo che una valanga di fango e detriti ha investito la città montana di Salgar prima dell’alba di Lunedì. Ad oggi, le vittime sono salite a 62. La valanga ha travolto qualunque cosa si presentasse davanti al suo cammino, travolgendo case e ponti. Ma il bilancio è destinato a crescere ancora, forse arriverà a 100 morti, e molti altri potrebbero essere invece i dispersi . I sopravvissuti hanno raccontato di essersi ritrovati in pochi secondi mescolati con i loro letti ed il loro mobilio avendo il tempo a mala pena di raccogliere i pochi effetti personali che sono riusciti a prendere.

“Il fiume di fango ha eliminato tutto, sul suo cammino “, ha detto l’operaio edile Diego Agudelo , aggiungendo che la parte posteriore della sua casa è stato frantumata dal fiume di fango. Decine di soccorritori, supportati dagli elicotteri, hanno fatto evacuare alcune zone limitrofe alla zona colpita per paura che si potesse generare un’altra ondata di fango. Il Presidente Juan Manuel Santos , che ha viaggiato per la città per supervisionare le operazioni di soccorso , ha detto che molti bambini hanno perso i loro genitori ed i corpi ritrovati devono essere trasportati in Medellín per l’identificazione. Il Presidente ha promesso che di fronte a questa tragedia, si impegnerà affinchè la ricostruzione delle case perdute si realizzi nel più breve tempo possibile, intanto ha disposto un piano di soccorso per le 500 persone colpite dalla calamità:” nessuno può riportare i morti ma dobbiamo gestire questo disastro nel miglior modo possibile per andare avanti ” ha detto Santos . Le Autorità hanno disposto inoltre la distribuzione di acqua , viveri e coperte per aiutare i residenti ad affrontare ciò che hanno descritto come una emergenza umanitaria. La zona sismicamente attiva al margine settentrionale delle Ande, in combinazione con pratiche di costruzione scadenti , ha reso il paese una delle aree più a rischio dell’ America Latina. Più di 150 i disastri hanno colpito il paese negli ultimi 40 anni secondo l’ Inter-American Development Bank . Jorge Quintero , un residente locale , ha descritto ad una tv locale RCN TV la sua terribile esperienza, di come si sia trovato intrappolato tra due correnti impetuose “So che Dio ci ha dato una mano perché siamo qui , vivi , ho ancora paura , ma sono vivo”.

































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