Dalla forza della mano è possibile predire il rischio di morte prematura

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Lo afferma uno studio in 14 Paesi coordinato dalla canadese McMaster University pubblicato dalla rivista Lancet

Dal palmo nella mano, piu’ precisamente nella forza che si ha nella presa, si puo’ capire il rischio di morte prematura, soprattutto per infarto e ictus. Lo afferma uno studio in 14 Paesi coordinato dalla canadese McMaster University pubblicato dalla rivista Lancet, secondo cui la forza e’ un predittore migliore anche della pressione sanguigna. La forza nella presa, spiegano gli esperti, che puo’ essere misurata con dei semplici strumenti meccanici come quelli che si usano in palestra, diminuisce naturalmente con l’eta’, ma se il calo e’ piu’ veloce puo’ nascondere problemi di salute. L’analisi, basata su un campione di 140mila persone, ha mostrato che una perdita di 5 kg di forza e’ associata a un aumento del 16% del rischio generale di morte prematura, del 17% del rischio di morte per problemi cardiaci e del 9% di ictus. “Il legame tra la minore forza e la salute cardiaca non e’ ancora chiaro, ma e’ possibile che l’indurirsi delle arterie influisca sulla presa – scrivono gli autori -. Questo indice e’ migliore della sola pressione sanguigna come predittore della salute cardiaca, e puo’ diventare un nuovo strumento per i medici”.