Due “supercelle temporalesche” gemelle sulla pianura Veneta, segnalate forti grandinate fra il veronese e il vicentino

Due spettacolari “supercelle temporalesche” gemelle in azione fra veronese e vicentino

I temporali che nel pomeriggio di ieri sono scoppiati fra il Piemonte e l’alta Lombardia, nel corso della serata si sono spostati verso la pianura Veneta, evolvendosi in due spettacolari “supercelle temporalesche” gemelle che hanno flagellato il veronese. Proprio attorno le 20:00 di ieri sera, come veniva evidenziato dalle immagini satellitari e dai radar, una piccola “Cellula temporalesca” dal mantovano risaliva in direzione nord-est, verso il veronese, avvicinandosi così all’altra e più imponente “Cellula temporalesca” da diverse ore insistente sulla pedemontana veronese, a ridosso dei monti Lesini.

11109010_10153302475523118_2471671806554237665_nProprio in questo frangente, l’avvezione di vorticità positiva in quota innescata dall’ingresso sopra i cieli della pianura Padana del cavo d’onda collegato alla depressione che indugia sulle Isole Britanniche, ha impresso una notevole rotazione a queste due “Cellule temporalesche”, tramutandole in due sistemi “mesociclonici”, caratterizzati dalla presenza dell’”updraft” roteante, definito “mesociclone”. Del resto l’ambiente era ideale per lo sviluppo di vere e proprie “supercelle”, visto la presenza di un “Wind Shear” davvero molto intenso, fra media e bassa troposfera, che esaltava i moti rotatori all’interno dei cumulonembi ben sviluppati. Poco dopo le 20:30 le immagini dei radar hanno dato conferma, evidenziando persino la presenza di una meravigliosa “uncinata”, che indicava il passaggio a sistema “supercellulare”, con un evidentissima rotazione all’interno del temporale. La forte avvezione di vorticità positiva in quota sommandosi all’azione di una linea di confluenza venti nei bassi strati, sono stati gli elementi determinanti che hanno trasformato le due “Celle temporalesche” in due perfette “supercelle”, praticamente gemelle, nell’area poco ad est della città di Verona.

L'ambiente ideale per l'innesco di imponenti sistemi temporaleschi "mesociclonici"
L’ambiente ideale per l’innesco di imponenti sistemi temporaleschi “mesociclonici”

Difatti, come dimostrato le stesse moviole satellitari, le due “Cellule temporalesche”, una volta giunte sul veronese, a causa degli elevatissimi valori di “Wind Shear”, soprattutto fra media e bassa troposfera, hanno cominciato a roteare su se stesse, assumendo le caratteristiche “mesocicloniche” che contraddistinguono le “supercelle”. A tal riguardo, per evitare di fare confusione con i normali temporali, bisogna ricordare che la “supercella” si distingue dagli altri fenomeni temporaleschi perché al proprio interno presenta un forte moto rotatorio antiorario che favorisce lo sviluppo di un intenso un “updraft rotante”, chiamato tecnicamente “mesociclone”. Ogni sistema temporalesco che presenta uno spiccato moto vorticoso al proprio interno, tale da originare degli “updraft roteanti”, può venire identificato in una “supercella temporalesca”. In genere questi potenti sistemi convettivi si possono formare solo in determinate situazioni sinottiche, in aree di forte instabilità atmosferica, con una forte convergenza fra venti di opposte direzioni nei bassi strati ed in presenza di un “Wind Shear verticale” considerevole, esacerbato dal transito nell’alta troposfera del ramo principale del “getto polare” o di un “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”) ad esso collegato.

Le due "supercelle temporalesche" gemelle osservate nella serata di ieri ad est della città di Verona
Le due “supercelle temporalesche” gemelle osservate nella serata di ieri ad est della città di Verona

Nel caso della “supercella” di ieri osservata fra torinese e astigiano il grosso temporale si è sviluppato da un sistema convettivo a mesoscala, alimentato da aria molto calda e umida che è ascesa bruscamente verso l’alto (vuoi per l’irrompere di un passaggio frontale o di aria più fredda in quota dalle Alpi occidentali), alimentando potenti “updrafts” che hanno rinvigorito l’ammasso temporalesco, fino a farlo esplodere letteralmente verso il limite superiore della tropopausa. Prima di spostarsi in direzione del vicentino e del padovano, andando progressivamente ad indebolirsi, le due “supercelle” hanno dato luogo a fitte grandinate e a forti rovesci di pioggia, con elevatissimi indici di rain/rate e attività elettrica giunta a fondoscala, che hanno flagellato una parte del veronese e del vicentino. In particolare nel tratto di pianura ad est di Verona il passaggio del nucleo più attivo della seconda “supercella” ha originato una mega grandinata che in pochi minuti ha imbiancato strade e campagne, lasciando sul terreno accumuli anche significativi. Purtroppo si teme che le intense grandinate, apportate proprio da queste due “supercelle temporalesche”, possano aver causato ingenti danni alle coltivazioni, vista l’intensità delle precipitazioni. Fortunatamente però, malgrado l’intensa rotazione all’interno delle nubi temporalesche, non si sono registrati fenomeni vorticosi particolarmente violenti, in grado di arrecare seri danni a cose e persone.