Ebola, Gino Strada: epidemia quasi finita ma è stata una grande sconfitta

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La critica del medico è rivolta soprattutto alle istituzioni occidentali arrivate in Africa con soluzioni che non esita a definire “coglionate”

“L’epidemia di Ebola e’ sostanzialmente finita, sono rimasti pochi casi sporadici, ma e’ stata una grande sconfitta per la medicina perche’ si sono proposti due metodi di cura diversi per africani e occidentali, un doppio standard inaccettabile”. Da una parte soddisfatto e dall’altra amareggiato, Gino Strada, nel suo intervento stamani al Wired Next Fest di Milano, dove e’ stato invitato a parlare della sua esperienza recente e passata con Emergency, l’organizzazione da lui fondata 21 anni fa. La critica del medico e’ rivolta soprattutto alle istituzioni occidentali arrivate in Africa con soluzioni che non esita a definire “coglionate”, dal no-touch care alla mancanza di somministrazione di liquidi per via endovenosa: “Abbiamo dimostrato che l’unico approccio a quella malattia e’ la terapia intensiva, come si e’ visto peraltro con i pazienti guariti in Occidente – ha detto Strada – I mesi passati in Sierra Leone sono stati lunghi e stressanti, ma sono orgoglioso di aver messo in piedi una terapia intensiva per l’Ebola che non c’era nemmeno in Italia”. Oltre alla cura Emergency ha lavorato in Africa per la prevenzione e la formazione: “La Sierra Leone ha perso 160 medici, il 40% del suo personale sanitario: lavorando con il governo locale il nostro centro ha formato anche nuovi dottori”. Lavorare contro il nemico invisibile del virus non e’ insomma meno difficile che operare in situazione di conflitto armato, come Emergency fa da 21 anni: “Ma ormai tragedie come la guerra sono digerite e accettate: pochi italiani si rendono conto che stiamo andando a sparare ancora in alcuni paesi”.