Ebola: il paziente migliora ma “non è ancora fuori pericolo”

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Il netto miglioramento dell’infermiere è stato sottolineato oggi dallo stesso ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

Il paziente italiano ‘numero 2′ per il virus Ebola sta sicuramente migliorando, ma va detto che ”non e’ ancora fuori pericolo” e ”bisognera’ attendere ancora almeno una decina di giorni” per una valutazione definitiva del suo quadro clinico. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, dove l’infermiere sassarese risultato positivo al virus al rientro dalla Sierra Leone e’ ricoverato da sette giorni, lascia spazio all’ottimismo ma con le dovute cautele. Il netto miglioramento dell’infermiere, che ha lavorato con Emergency in Africa a supporto della popolazione colpita dell’epidemia, e’ stato sottolineato oggi dallo stesso ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Ed e’ infatti un elemento assolutamente positivo che i sintomi della Febbre emorragica da virus Ebola si siano ridotti: ”La scomparsa della febbre e la riduzione dei sintomi gastrointestinali nel paziente – ha spiegato Ippolito – sono certamente degli indicatori favorevoli. Inoltre, il paziente ha ricominciato ad alimentarsi da solo ed e’ stato dunque possibile sospendere la nutrizione parenterale, ed e’ stato sempre cosciente e lucido”. Tutti elementi che lasciano ben sperare, ma la cautela e’ d’obbligo: ”L’andamento della malattia non e’ ancora prevedibile, tanto che il paziente – precisa Ippolito – resta in prognosi riservata nonostante continui a presentare dei miglioramenti”.

ebolaGli stessi miglioramenti del quadro clinico complessivo infatti, rileva, ”non significano tuttavia che il paziente si sia liberato dalla presenza del virus, e permangono sintomi respiratori che richiedono attenzione anche se non si e’ resa necessaria la respirazione assistita”. Per questo, rimarca lo specialista, ”e’ ancora necessario un trattamento complessivo e intensivo e stiamo continuando la terapia antivirale. Bisognera’ dunque terminare il trattamento antivirale – avverte – per arrivare ad una valutazione definitiva”. Insomma, i bollettini medici per il paziente ‘numero 2′ indicano miglioramenti di giorno in giorno, ma l’andamento della malattia resta comunque imprevedibile e la patologie in se e’ grave. Tanto da indurre il direttore scientifico dello Spallanzani a ribadire che, ancora, non si puo’ dire che per il paziente ‘2’ il pericolo sia ”scampato”.