“Orgogliosa di essere l’ultima paziente della Liberia guarita dall’Ebola”
“Spero che questa malattia mortale lasci definitivamente il mio Paese. Ha causato molti problemi alle famiglie. È più facile scappare da una guerra che da un nemico invisibile”. Sono le parole di Beatrice Yardolo, ultima paziente guarita da Ebola in Liberia, raccolte da Medici senza frontiere, che oggi, dopo la dichiarazione dell’Oms della fine dell’epidemia nel suo Paese si dice “orgogliosa di essere l’ultima paziente della Liberia guarita dall’Ebola”. “Sono stata – racconta Beatrice Yardolo – un’insegnante di inglese per più di 15 anni, alle elementari. Sono sposata da 32 anni, ho sei figli e sei nipoti. Ho contratto il virus nel febbraio 2015, dopo aver perso tre membri della mia famiglia: due figli e una nipote. Dopo due settimane in un centro di trattamento Ebola a Monrovia, sono sopravvissuta e sono potuta tornare a casa il 5 marzo, tra le acclamazioni dei funzionari del governo liberiano e gli operatori umanitari. Il ministero della Salute della Liberia mi ha riconosciuta come ‘l’ultima sopravvissuta di Ebola in tutto il Paese’, e mi sono sentita orgogliosa nonostante la perdita dei miei figli e di mia nipote. Non pensavo di farcela”. Per il momento, però, Beatrice non se la sente di tornare in classe. “Ho paura che i genitori si lamentino se continuo a insegnare ai loro figli. Molti genitori non vorrebbero che i figli frequentassero la scuola. Ho deciso di evitare loro questo disagio. Invece, cercherò di trovare i soldi per avviare un’attività commerciale”.


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