Ebola: mappata l’evoluzione del virus in Sierra Leone

Una sorveglianza attenta di Ebola in Africa occidentale rappresenta una risorsa preziosa per comprendere meglio l’epidemia in corso, e migliorare la ricerca di terapie e test diagnostici

Mappata l’evoluzione del virus Ebola responsabile del focolaio in Sierra Leone, proprio dove è stato contagiato l’infermiere di Emergency ricoverato allo Spallanzani di Roma e risultato positivo ai test. Uno studio pubblicato oggi su ‘Nature’ rivela che la diversità genetica del virus è aumentata rispetto al suo arrivo nel Paese africano. Questa informazione permette di comprendere come il virus Ebola si è evoluto, per facilitare gli sforzi nel controllo e nella prevenzione delle infezioni e quindi potrebbe guidare la ricerca di nuovi trattamenti. La ricerca aveva suggerito che la variazione nel genoma del virus Ebola potrebbe influenzare l’efficacia dei trattamenti sperimentali, o i tentativi di rilevare il virus. Per saperne di più su un patogeno in continua evoluzione, Wu-Chun Cao dello State Key Laboratory of Pathogen and Biosecurity di Pechino (Cina) e i suoi colleghi hanno analizzato 175 sequenze del genoma del virus raccolte in cinque distretti della Sierra Leone tra settembre e novembre 2014, dopo la rapida crescita del focolaio. Così il gruppo ha scoperto che la diversità genetica del virus è notevolmente aumentata, con l’emergere di diverse nuove linee. Un tasso di evoluzione simile a quello osservato durante le precedenti epidemie. Gli autori concludono che una sorveglianza attenta di Ebola in Africa occidentale rappresenta una risorsa preziosa per comprendere meglio l’epidemia in corso, e migliorare la ricerca di terapie e test diagnostici. “Queste variazioni sono le stesse che hanno portato un virus altamente letale, ma relativamente poco contagioso nelle precedenti epidemie, a trasformarsi uccidendo un po’ meno ma diffondendosi di più”, spiega all’Adnkronos Salute il virologo dell’Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco. “Si tratta di varianti genetiche molto interessanti per la messa a punto di test e vaccini mirati”, conclude l’esperto.