Epatite C: con i “superfarmaci” un risparmio di centinaia di milioni

Lo afferma uno studio dell’Inova Fairfax Hospital che verrà presentato al prossimo Digestive Diseases Meeting di Washington

L’uso dei nuovi farmaci per l’epatite C nei pazienti che hanno a malattia in forma cronica potrebbe far risparmiare centinaia di milioni di euro l’anno solo per la minore perdita di produttivita’. Lo afferma uno studio dell’Inova Fairfax Hospital che verra’ presentato al prossimo Digestive Diseases Meeting di Washington. Tra gli effetti principali dell’epatite cronica, spiegano gli autori, c’e’ la cosiddetta ‘fatica cronica’, che porta ad assenteismo e perdita di produttivita’. I ricercatori hanno esaminato la variazione di questi parametri riportata dai partecipanti a tre test clinici di una combinazione dei nuovi farmaci antiepatite, per un totale di 1900 pazienti. I risultati ottenuti sono stati poi rapportati al numero di pazienti totale in Usa e in cinque paesi Ue, Francia, Spagna, Italia, Gran Bretagna e Germania. Il risultato e’ stato che curando tutti i pazienti con epatite cronica negli Usa il guadagno sarebbe di circa 5mila dollari l’anno a persona, mentre in Europa sarebbe di 1129 dollari a paziente l’anno per il minor costo del lavoro. Il totale, tenuto conto del numero dei pazienti, fa comunque 2,23 miliardi di dollari l’anno guadagnati negli Usa e 556 milioni di dollari nei cinque paesi europei. “L’epatite cronica e’ piu’ di un semplice problema per i pazienti, ha un effetto che si ripercuote sulla societa’ – scrivono gli autori -. Anche se il costo di queste terapie e’ significativo, i benefici di lungo termine nel curare i pazienti con epatite cronica lo rendono un investimento che vale la pena fare”.