Escursionista aggredito da un orso, Lav: solidarietà alla persona ferita

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“Da cinque anni raccontiamo come per evitare scontri basta provocare del rumore procedendo nei boschi frequentati da orsi”

“Esprimiamo massima solidarieta’ alla persona ferita, vittima della carenza di informazioni: non era formato/informato su come e’ corretto muoversi in aree frequentate da orsi e non sapeva come regolarsi in caso di incontro, infatti ha, purtroppo, commesso molti errori”: Cosi’ la sezione di LAC Trentino Alto Adige/Suedtirol. “Fin dal primo anno – prosegua la nota – abbiamo invitato l’amministrazione provinciale di Trento a rivendicare l’orgoglio del buon lavoro svolto e a intensificare l’opera di formazione/informazione rivolta a popolazione residente e turisti. Questa attivita’ di divulgazione scientifica sarebbe dovuta partire gia’ da molti anni; oggi avremmo una generazione di giovani, e di conseguenza le loro famiglie, gia’ formate e sensibilizzate alla tutela attiva di ambiente e animali. Cosi’ non e’ stato, ed e’ urgente recuperare il tempo perduto”. “Da cinque anni raccontiamo come per evitare scontri basta provocare del rumore procedendo nei boschi frequentati da orsi. In Canada o Alaska, dove si possono incontrare orsi di ben altra stazza dei nostri, vengono venduti dei sonagli, detti ‘Bear Bell’, da assicurare agli zaini o al polso. Un mazzo di chiavi, un ciondolo, qualcosa che produce rumore camminando e cosi’ l’orso sente il rumore e sta alla larga”, afferma la nota della Lav e raccomanda: “Fischiare, gridare, parlare o cantare mentre si cammina sono modi per allertarli della propria presenza anche in quelle zone dove non c’e’ visibilita’ o dove il rumore dell’acqua corrente potrebbe coprire quello dei passi. L’orso cambiera’ strada pur di evitare gli umani. Gli orsi sono molto meno interessati a noi di quanto noi a loro. I cani vanno lasciati a casa o tenuti al guinzaglio, i cibi rinchiusi in contenitori ermetici. Esistono regole semplici da osservare”.